All’alba, un gruppo di dieci coloni israeliani mascherati ha fatto irruzione nella casa di tre volontari italiani e una canadese nella comunità di Ein al-Duyuk, nei pressi di Gerico, in Cisgiordania. I coloni hanno picchiato gli attivisti con pugni, calci e bastoni, minacciandoli di non tornare più e sottraendo loro beni personali, tra cui telefoni e passaporti. Nonostante le ferite riportate, i cooperanti sono stati dimessi dopo le cure ricevute nell’ospedale di Gerico.

A denunciare per prima l’aggressione è stata l’agenzia palestinese Wafa, poi la notizia è stata confermata dalla Farnesina. I volontari fanno parte del movimento Faz3a e svolgono attività di accompagnamento per bambini, agricoltori e pastori palestinesi, una forma di tutela civile per le comunità locali.

L’episodio ha suscitato una dura reazione da parte del governo italiano. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito l’attacco “gravissimo” e ha chiesto a Israele di fermare le violenze dei coloni, giudicate dannose per ogni prospettiva di pace. Tajani ha inoltre ribadito l’opposizione dell’Italia a qualsiasi ipotesi di annessione della Cisgiordania.

Secondo una delle volontarie aggredite, l’attacco è avvenuto in una zona (“Zona A”) in cui la presenza israeliana non sarebbe consentita per legge. La violenza dei coloni in Cisgiordania è tuttavia un fenomeno in forte crescita: oltre 500.000 israeliani vivono in insediamenti illegali secondo il diritto internazionale, e dall’inizio della guerra a Gaza si è registrato un aumento senza precedenti degli attacchi. Le Nazioni Unite segnalano 264 aggressioni nel solo ultimo mese, il dato più alto dal 2006.

Il clima di tensione si inserisce in un contesto di espansione delle colonie israeliane: nelle ultime settimane sono stati approvati più di 3.000 nuovi progetti abitativi, per un totale di 28.000 dall’inizio dell’anno. Italia, Francia, Germania e Regno Unito hanno già condannato congiuntamente l’escalation di violenze e l’avanzata degli insediamenti, ritenute minacce dirette alla stabilità della regione e agli sforzi diplomatici in corso.