Un’Europa più autonoma, capace di difendersi dalle interferenze esterne e di affrontare con maggiore unità le sfide economiche, energetiche e geopolitiche. È il messaggio centrale lanciato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell’Unione 2026 pronunciato davanti al Parlamento europeo a Strasburgo.
Von der Leyen ha insistito sulla necessità di rafforzare l’indipendenza dell’Unione e di difenderne valori e istituzioni. Nel suo intervento ha indicato tra le principali minacce l’ingerenza russa, la disinformazione, l’euroscetticismo e le forze ultranazionaliste, invitando i partiti europeisti a collaborare maggiormente per preservare l’unità del continente.
Il discorso ha toccato numerosi temi, dalla sicurezza alla competitività, dalla transizione energetica all’intelligenza artificiale. Sul fronte della difesa, la presidente della Commissione ha rilanciato l’obiettivo di un’Europa maggiormente in grado di proteggere i propri interessi e di rispondere alle minacce ibride.
Ampio spazio anche alle politiche ambientali. Von der Leyen ha ribadito l’importanza delle energie rinnovabili, dell’elettrificazione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici, annunciando nuove iniziative europee per affrontare fenomeni sempre più frequenti come le ondate di calore.
Tra le novità più significative figura la proposta di aprire la strada al Canada come primo “membro associato” dell’Unione europea, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione su industria, tecnologia, energia, materie prime critiche e difesa. Si tratta, allo stato attuale, di una proposta politica e non di una vera adesione del Canada all’Ue.
Sul fronte digitale, von der Leyen ha annunciato anche una stretta sull’accesso dei minori ai social network: la Commissione intende proporre il divieto di utilizzo per i bambini sotto i 13 anni e limitazioni agli account personali per i minori di 15 anni.
La presidente ha affrontato inoltre il tema dell’immigrazione, ribadendo che la gestione delle frontiere esterne deve rimanere nelle mani dell’Europa e degli Stati membri. Citando il caso di Ceuta, ha annunciato l’intenzione di proporre un nuovo strumento europeo per intervenire nelle emergenze migratorie, in particolare quando i flussi vengono utilizzati come mezzo di pressione politica.
Il discorso ha suscitato reazioni differenti tra i gruppi politici dell’Eurocamera, confermando le distanze esistenti su temi come competitività, migrazione, politiche sociali e rapporti internazionali. Il messaggio politico della presidente della Commissione resta comunque quello di rafforzare la capacità dell’Unione di agire autonomamente e di mantenere coesa la maggioranza europeista di fronte alle sfide interne ed esterne.










