mario falconi

Lunedì 8 novembre il presidente Mario Falconi presenterà al primo Consiglio municipale la nuova Giunta, ma già è polemica all’interno delle fila del Partito Democratico

Inizia in salita il nuovo mandato del minisindaco di Ostia Mario Falconi, espressione del Partito Democratito (non iscritto al partito) e rappresentante del centrosinistra che ha sconfitto Monica Picca al ballottaggio. Neanche il tempo di insediarsi (lunedì è in programma il primo consiglio municipale) che già arrivano le prime grane. E sono interne, perlomeno da un fuoco “amico”.

Lunedì 8 novembre, alle 8:45, nella inusuale location di Acilia in sala di largo di Capelvenere 13, si terrà il primo consiglio della nuova giunta del centrosinistra. Mario Falconi, che ancora non ha ufficializzato la sua squadra, ha però già messo in campo le pedine. I nomi degli assessori sono fatti: Denise Lancia alle Politiche Sociali e Pari Opportunità; Giuseppe Sesa al Bilancio e Politiche Abitative; Angela Mastrantoni a Cultura, Scuola e Politiche Giovanili; Antonio Caliendo alle Attività Produttive e Turismo; Eugenio Bellomo ai Lavori Pubblici e Patrimonio. Falconi terrà invece le deleghe su Mobilità, su Urbanistica e sul Litorale. Valentina Prodon, invece, sarà vice-presidente con delega a Transizione Ecologica, Ambiente, Sport e Personale

Scelte che hanno creato qualche malumore, soprattutto interne al Partito Democratico. Tre dei sei assessori, infatti, facevano parte della Giunta di Andrea Tassone, quella sciolta proprio per l’arresto dell’ex presidente del X Municipio. In quel consiglio municipale Sesa era il capogruppo del Pd, Caliendo l’assessore ai Lavori pubblici e Bellomo il capogruppo di Sel. Tutti estranei ai fatti, va sottolineato, e mai indagati, ma espressione – secondo qualcuno – di un passato che sarebbe meglio cancellare.

Un ritorno al passato che non è andato giù ai Giovani del Partito Democratico con Margherita Welyam, che nei programmi sarebbe (condizionale d’obbligo al momento) la nuova capogruppo del Pd in aula e Raffaele Biondo. I due giovani, per altro entrambi i più votati nel centrosinistra alle scorse elezioni, si sono incatenati davanti al parlamenti di Ostia mostrando lo stricione con scritto ‘Tassone bis’.

“Abbiamo provato fino all’ultimo, ma ci hanno costretto – spiegano in una nota congiunta Welyam e Biondo in una nota congiunta dei Gd del X Municipio – La tracotanza mista al paternalismo correntizio e conservatore del Partito Democratico del Municipio X ci ha reso inevitabile prendere le distanze da un partito, che nulla ha imparato dal passato riproponendo una giunta non distante nella forma e nelle intenzioni dalla giunta Tassone. Dimostrando di non avere il coraggio di guardare avanti mettendo al primo posto gli interessi personali, i giochi di poteri di, ormai deboli, capibastone a discapito del territorio”.

I Giovani Democratici “hanno provato in tutti i modi a manifestare la necessità di rinnovamento, che non significa solo volti giovani, ma un nuovo metodo e una nuova apertura al territorio. Per questi motivi siamo costretti a prendere le distanze da questo scempio, figlio della peggior politica”, si legge nel comunicato.