Il presidente cinese Xi Jinping ha aperto oggi il XX Congresso nazionale del Partito Comunista, con un discorso nel quale ha difeso il modo in cui il suo governo ha gestito le questioni più urgenti per il Paese, quali le misure contro la pandemia di Covid-19, la situazione Honk Kong e Taiwan, la lotta alla corruzione, promettendo di lavorare alla “costruzione di un moderno Paese socialista”, e di portare avanti la politica economica che ha permesso di raddoppiare il Pil cinese in un decennio.

Ha poi evidenziato come il Pil cinese sia salito da 54.000 miliardi di yuan a 114.000 miliardi (circa 16.000 miliardi di dollari), pesando per il 18,5% dell’economia mondiale (+7,2%) e ora la Cina deve puntare allo sviluppo “di alta qualità”, tra “hi-tech di alto livello e meccanismi di innovazione tecnologica”. Ha detto. “Dobbiamo essere consapevoli dei potenziali pericoli e preparati per gli scenari peggiori. Dobbiamo sfruttare il nostro indomabile spirito combattivo per la nostra causa”, avendo presente che il Pcc “ha portato la Cina dal rialzarsi ed essere prospera a diventare forte”, a segnalare i passaggi da Mao a Deng fino a Xi.

Durante il suo discorso, Xi è tornato più volte a citare la questione Taiwan, ribadendo come il Pcc non abbia mai permesso di rinunciare all’uso della forza per “la riunificazione”.  Taiwan, infatti, è considerata dalla Repubblica popolare una parte “inalienabile” del suo territorio da riunificare anche con la forza, se necessario, pur non avendola mai controllata.

Riguardo Hong Kong, secondo il presidente cinese, “è passata dal caos alla stabilità”, mettendo l’amministrazione della città “nelle mani dei patrioti”.

In merito alla pandemia, il presidente cinese ha detto che con il suo governo”abbiamo messo al primo posto le persone e le loro vite, lanciando una ‘guerra del popolo’ contro il virus”. La lotta alla corruzione, ha proseguito,  ha eliminato “gravi pericoli latenti” all’interno del Pcc e dell’esercito, ottenendo “una vittoria schiacciante che è stata ampiamente consolidata”, grazie alla campagna da lui promossa contro “tigri e mosche” e “volpi”, che ha permesso di eliminare “i gravi pericoli latenti all’interno del partito, lo Stato e l’esercito”.Xi, a conclusione del suo discorso, ha lanciato un appello all’unità: “Manteniamo la ferma fiducia, restiamo uniti come una sola persona e andiamo avanti con determinazione”, ribadendo ancora una volta che il concetto dell’unità è di fondamentale importanza per “costruire un Paese socialista e moderno in tutti gli aspetti e far avanzare il ringiovanimento nazionale su tutti i fronti”.

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