Lo studente egiziano dell’università di Bologna, Patrick Zaki, è libero e  dopo 22 mesi di detenzione, ha potuto abbracciare la madre. Resta ancora  sotto processo e rischia cinque anni di reclusione, ma almeno è potuto tornare a casa.

Rivolgendosi all’Italia ha detto: “Grazie a tutti, alle istituzioni e soprattutto a Bologna , la mia gente. Voglio tornarci il prima possibile”. Lo studente 30enne è tornato a piede libero e ad aspettarlo all’uscita c’erano tante donne, la madre Hela che ha abbracciato a lungo per prima, poi la fidanzata e la sorella Marise. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha scritto su Facebook “Bentornato a casa Patrick!” e  Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia ha detto: “Aspettavamo di vedere quell’abbraccio da 22 mesi e quell’abbraccio arriva dall’Italia, da tutte le persone, tutti i gruppi e gli enti locali, l’università, i parlamentari che hanno fatto sì che quell’abbraccio arrivasse”.