NEW YORK – Volodymyr Zelensky torna a chiedere alla comunità internazionale maggiore pressione sulla Russia. Nel suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente ucraino ha rivendicato la capacità del Paese di continuare a resistere al conflitto e ha accusato Mosca di voler proseguire la guerra senza mostrare segnali concreti di arretramento.

Dal podio dell’Onu, Zelensky ha utilizzato toni molto duri nei confronti di Vladimir Putin, definendolo, con una metafora legata alla pandemia, il “paziente zero” di una minaccia che, secondo Kiev, rischierebbe di estendersi oltre i confini ucraini. Il presidente ha inoltre sostenuto che cittadini provenienti da decine di Paesi sarebbero impiegati nelle forze russe, invitando i rispettivi governi a impedire il loro coinvolgimento nel conflitto.

Zelensky ha accompagnato il suo intervento con una serie di dati forniti da Kiev sull’intensità della guerra, parlando di migliaia di missili e decine di migliaia di attacchi con droni contro l’Ucraina. Si tratta di cifre presentate dal presidente ucraino nel suo discorso e che riflettono la lettura di Kiev sull’andamento delle operazioni militari.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla capacità dell’Ucraina di sviluppare autonomamente sistemi di difesa e armamenti, compreso il programma missilistico Freyia. Alla vigilia dell’intervento, Zelensky aveva già indicato tra le priorità di Kiev il rafforzamento della difesa aerea e la preparazione alle difficoltà energetiche del prossimo inverno.

Il presidente ucraino ha insistito anche sul ruolo delle sanzioni internazionali e sulla necessità di ridurre l’escalation prima dell’arrivo della stagione fredda. Zelensky ha avvertito che nuovi attacchi russi alle infrastrutture potrebbero provocare una risposta ucraina contro obiettivi energetici in territorio russo, mentre Stati Uniti e Ucraina stanno discutendo anche dell’ipotesi di una tregua nel settore energetico.

Sul fronte diplomatico, però, le posizioni restano distanti. Il Cremlino ha affermato che al momento non esisterebbero le condizioni per avviare nuovi negoziati di pace, pur dichiarando che Mosca rimane disponibile al confronto.

Intanto gli Stati Uniti hanno invitato Vladimir Putin al G20 di Miami previsto per dicembre. Il segretario di Stato Marco Rubio ha spiegato che Washington considera il vertice un’occasione di confronto anche tra leader con forti divergenze e ha auspicato che il presidente russo accetti l’invito.

Resta invece da verificare se Zelensky sarà presente al summit. Il presidente ucraino, dopo l’incontro con Donald Trump a New York, ha ribadito la propria disponibilità a incontrare Putin e ha indicato un possibile vertice tra i leader come una delle strade per affrontare direttamente i punti più delicati del conflitto.

Mosca, tuttavia, continua a porre condizioni per un eventuale faccia a faccia e il quadro negoziale rimane incerto. Mentre Washington tenta di riaprire spazi diplomatici, la guerra prosegue e l’avvicinarsi dell’inverno rende ancora più centrale il confronto sulle infrastrutture energetiche, sugli armamenti e sulle possibili iniziative per una de-escalation.