C’è ancora molto lavoro da fare per arrivare ad un accordo di pace tra Ucraina e Russia. Lo ha detto il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba: “Devo essere chiaro, entrambe le delegazioni, quella russa e quella ucraina, sono lontane dal raggiungere un accordo sulla situazione attuale. Ci sono una serie di fattori che fanno la differenza nella posizione russa nei colloqui. Il primo è la feroce resistenza dell’esercito e del popolo ucraini sul campo, il secondo sono le sanzioni imposte alla Russia, che fanno crollare e soffrire l’economia russa. Fattori che hanno costretto la Russia a cambiare leggermente posizione. Non posso definirlo un cambiamento drammatico o serio ma, date le circostanze, ogni mutamento nella posizione russa è costruttivo. Perché loro iniziano con degli ultimatum che, se messi insieme, costituiscono una resa unilaterale dell’Ucraina e questo non è accettabile”.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dal canto suo, ha detto che “i negoziati tra l’Ucraina e la Russia sono abbastanza difficili e sono ancora in corso. Qualsiasi guerra potrebbe essere finita al tavolo dei negoziati”. Zelensky ha poi detto di aver “parlato con gli amici dell’Ucraina: il presidente della Turchia Erdogan e il primo ministro del Canada Justin Trudeau”, ringraziandoli per il sostegno. “Oggi mi rivolgerò al parlamento tedesco – ha aggiunto – Continuerò a spingere per un sostegno ancora maggiore all’Ucraina. Le mie priorità nei negoziati sono assolutamente chiare: fine della guerra, garanzie di sicurezza, sovranità, ripristino dell’integrità territoriale, garanzie reali per il nostro Paese, protezione reale per il nostro Paese”.