Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato inserito nella lista dei ‘most wanted’ del ministero dell’Interno russo, inaspettatamente, dopo che è stato avviato un procedimento penale nei suoi confronti. Nonostante non sia chiaro di quale reato sia accusato, il ministero degli Esteri ucraino ha liquidato la questione come un tentativo di attirare l’attenzione attraverso la propaganda russa. Si ipotizza che l’inclusione di Zelensky nella lista dei ricercati sia una rappresaglia per il mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei confronti di Vladimir Putin per crimini di guerra.

Oltre a Zelensky, l’ex presidente Petro Poroshenko e l’ex ministro della Difesa Mikhail Koval sono stati anch’essi oggetto di ordini di arresto, senza specificare i reati contestati. Questa mossa fa parte di un più ampio schema di inserimento di politici stranieri nella lista nera di Mosca, che ha incluso anche il giudice italiano responsabile del mandato contro Putin e la premier estone Kaja Kallas, accusata di “falsificazione della storia”.

Mentre la situazione in Ucraina continua a deteriorarsi, con continui attacchi da entrambe le parti, Zelensky ha chiesto una difesa aerea tempestiva e un adeguato supporto militare. Nel frattempo, emergono resoconti inquietanti sulle politiche russe nei territori del Donbass, inclusa una norma che richiede la cittadinanza russa di almeno uno dei genitori per dimettere i neonati dagli ospedali, violando le convenzioni internazionali contro il genocidio.