Il mondo piange la scomparsa di Henry Kissinger, ex segretario di Stato americano, deceduto a 100 anni nella sua casa in Connecticut. Figura di rilievo nella politica estera statunitense, Kissinger ha influenzato le dinamiche globali negli anni ’70 durante le presidenze di Richard M. Nixon e Gerald Ford, continuando a esprimere opinioni di grande peso nel corso dei decenni successivi.

La sua morte è stata annunciata dalla sua società di consulenza, e già molti esponenti politici di tutto il mondo si sono espressi in merito. George W. Bush ha dichiarato che l’America ha perso una delle voci più affidabili e significative in materia di affari esteri, elogiando la fuga di Kissinger dai nazisti da giovane e il suo impegno successivo nell’esercito degli Stati Uniti.

Giorgia Meloni, leader italiano, ha definito Kissinger un punto di riferimento della politica e della diplomazia mondiale, esprimendo cordoglio personale e del Governo italiano alla sua famiglia.

Anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha riconosciuto il ruolo fondamentale di Kissinger nella plasmatura della politica estera americana, mentre il presidente russo Vladimir Putin lo ha definito un diplomatico eccezionale e un uomo di Stato saggio e lungimirante.

La Cina ha reso omaggio a Kissinger, sottolineando il suo ruolo prezioso nella costruzione delle relazioni tra Pechino e Washington.

Nato a Furth, in Germania, nel 1923, Kissinger fuggì dall’Europa alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, trovando negli Stati Uniti una seconda patria. La sua carriera diplomatica lo portò a orchestrare l’apertura degli Stati Uniti alla Cina, negoziare l’uscita dal Vietnam e plasmare le relazioni con l’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda.

Nonostante le controversie e le critiche, Kissinger ha mantenuto un ruolo di rilievo anche dopo la fine della sua carriera pubblica, fondando Kissinger Associates, uno studio di consulenza che ha influenzato la politica estera attraverso le sue porte girevoli.

La sua longevità e lucidità mentale sono state celebrate, dimostrando un costante interesse per le sfide esistenziali del momento. La sua eredità rimane intrisa di contributi alla politica mondiale, dall’era della Guerra Fredda all’era dell’intelligenza artificiale, come dimostrato dal suo recente libro “Leadership: Six studies in world strategy”.