Si è spento a Roma il cardinale Camillo Ruini, figura centrale della Chiesa cattolica italiana degli ultimi decenni. Aveva 95 anni e da alcune settimane le sue condizioni di salute erano particolarmente critiche. Nonostante il peggioramento del quadro clinico, aveva scelto di rimanere nella propria abitazione, assistito da medici e infermieri e sottoposto anche a supporto con ossigeno.
Nato a Sassuolo il 19 febbraio 1931, Ruini era stato creato cardinale da Giovanni Paolo II il 28 giugno 1991. Nello stesso anno aveva assunto l’incarico di Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma, ruolo che ha ricoperto fino al 2008. È stato inoltre Arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, contribuendo in modo determinante all’orientamento pastorale e culturale della Chiesa italiana.
In una nota ufficiale, la Diocesi di Roma ha espresso gratitudine per la sua lunga vita dedicata alla fede e al servizio ecclesiale. Il cardinale vicario Baldassare Reina, insieme al Consiglio episcopale e all’intera diocesi, ha affidato Ruini «alla misericordia del Signore», ricordandone l’impegno e la dedizione.
Durante il suo lungo ministero romano, Ruini ha lasciato un’impronta significativa nella vita religiosa e pubblica del Paese. La sua guida pastorale, esercitata tra il 1991 e il 2008, è stata caratterizzata da una particolare attenzione al ruolo dei cristiani nella società contemporanea. Considerato un attento osservatore delle trasformazioni politiche e sociali dell’Italia, ha sostenuto la necessità di affrontare i cambiamenti culturali mantenendo salda l’identità e i valori della tradizione cattolica.
Il suo pensiero e la sua azione pastorale sono stati ispirati dal motto episcopale Veritas liberabit nos («La verità vi farà liberi»), principio che ha guidato il suo impegno nella Chiesa e nel dibattito pubblico. Con la sua scomparsa, la Chiesa italiana perde una delle personalità più influenti e autorevoli della sua storia recente.










