L’Europa è stretta nella morsa del caldo estremo. La temperatura record registrata in Danimarca, con 36,6 gradi a Odense, fotografa la portata di un’ondata di calore eccezionale che sta interessando circa 193 milioni di persone nel Vecchio Continente. Il picco è atteso nelle prossime ore, mentre crescono le preoccupazioni per gli effetti sulla salute pubblica.

Secondo uno studio dell’Economist, in soli tre giorni il caldo estremo potrebbe provocare fino a 12mila morti in eccesso in Europa. L’analisi prende in considerazione le temperature previste in 854 città europee e le mette in relazione con un modello sulla mortalità elaborato da Pierre Masselot e dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine.

L’ondata di calore si sta progressivamente spostando verso est, in direzione della Turchia, ma la situazione resta critica anche in Francia e Germania. In Francia, a causa delle temperature elevate, sono state annullate le marce Pride di Parigi e Lione. In Germania, invece, l’afa coinvolge circa 75 milioni di persone.

Anche l’Italia fa i conti con temperature molto elevate e numerosi disagi. A Marina di Grosseto un turista romano di 82 anni è morto dopo aver accusato un malore poco dopo essere uscito dall’acqua. Tra le possibili cause viene indicato proprio il caldo intenso.

Valori record si registrano anche in Alto Adige, dove Bolzano ha vissuto la notte di giugno più calda di sempre: la temperatura non è scesa sotto i 25,4 gradi. In Sardegna le piane interne hanno raggiunto punte di 40-41 gradi. A Genova, per motivi di sicurezza, è stato fermato l’ascensore panoramico del Bigo, una delle principali attrazioni del Porto Antico, privo di aria condizionata.

Il caldo ha portato anche alla cancellazione di eventi pubblici e spettacoli. Tra questi il concerto di Loredana Bertè, previsto in piazza a Bergamo. A Milano, invece, il Pride si è svolto regolarmente, anche se non sono mancate riflessioni sull’opportunità di spostare in futuro la data della manifestazione.

I disagi riguardano anche ospedali, luoghi di lavoro e musei. A Modena, nel reparto di Medicina Interna d’Urgenza dell’ospedale di Baggiovara, i pazienti hanno segnalato temperature fino a 29 gradi nelle stanze. A Firenze, Cgil e Uil hanno denunciato condizioni difficili nei musei, parlando di temperature insostenibili.

Il caldo pesa anche sulle famiglie. Secondo Assoutenti, tra maggiore uso dei condizionatori, consumi idrici e acquisto di prodotti per rinfrescarsi, la spesa può arrivare fino a 600 euro al mese per nucleo familiare.

Lo scenario richiama alla memoria l’estate del 2003, segnata da un’elevata mortalità legata alle temperature estreme. Secondo lo studio citato dall’Economist, il rischio non dipende soltanto dai gradi registrati, ma anche dall’anomalia rispetto alle temperature abituali e dalla capacità delle città di adattarsi al caldo.

Per questo, 30 gradi a Manchester possono risultare più pericolosi che a Madrid, dove edifici e popolazione sono maggiormente abituati a temperature elevate. Tra le città più esposte ci sarebbe Parigi, dove il rischio di mortalità potrebbe aumentare di oltre il 300%, anche a causa dell’effetto riscaldante dei tetti in zinco. A Londra l’aumento stimato è di circa il 200%, a Milano del 170%, mentre a Roma supererebbe di poco il 100%.

L’emergenza caldo conferma così la necessità di misure di prevenzione, soprattutto per anziani, fragili, lavoratori esposti e persone senza adeguata protezione nelle ore più calde della giornata.