La decisione di Eni di introdurre un tetto temporaneo ai prezzi di benzina e gasolio riapre il confronto politico all’interno della maggioranza, tra rivendicazioni, richieste di nuovi interventi e il dibattito sugli extraprofitti.

Dal 28 settembre Eni applicherà per 30 giorni, con possibile proroga fino alla fine dell’anno, un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio nelle stazioni Enilive. La società ha spiegato che l’iniziativa nasce per attenuare gli effetti dell’aumento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati.

Palazzo Chigi ha accolto positivamente la misura, definendola un’iniziativa nella direzione auspicata dal governo per contenere il caro carburanti.

La scelta di Eni ha però alimentato immediatamente il confronto tra Lega e Forza Italia. Il Carroccio, pur apprezzando il contributo volontario della società energetica, ha rilanciato chiedendo che nella prossima legge di Bilancio sia previsto un contributo significativo anche da parte delle grandi banche, indicando gli elevati utili attesi dal settore come elemento da tenere in considerazione.

Forza Italia rivendica invece la scelta di puntare sul dialogo con le imprese piuttosto che sull’introduzione di nuove imposte. Il vicepremier Antonio Tajani ha definito il tetto ai carburanti una conferma della linea sostenuta dal suo partito, contrario a una tassazione straordinaria degli extraprofitti delle società energetiche.

All’interno della stessa Lega non manca tuttavia chi invita alla prudenza. Il presidente della commissione Finanze del Senato Massimo Garavaglia ha osservato che l’iniziativa di Eni potrebbe ridimensionare l’ipotesi di una tassa sugli extraprofitti energetici, lasciando invece aperto il confronto sul contributo eventualmente richiesto alle banche.

Il tema resta particolarmente sensibile a causa dei prezzi elevati alla pompa. Già durante l’estate il governo era intervenuto sulle accise del gasolio, mentre famiglie e imprese continuano a confrontarsi con costi sensibilmente superiori rispetto allo scorso anno.

Dalle opposizioni arrivano intanto richieste di misure più strutturali. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha sottolineato che la decisione di Eni resta un’iniziativa autonoma dell’azienda, accusando l’esecutivo di non aver ancora fornito una risposta stabile al problema dei rincari.

Perplessità sono state espresse anche dalle associazioni dei consumatori, che chiedono interventi duraturi sul mercato energetico e sulla fiscalità dei carburanti, mentre resta sullo sfondo il rischio di proteste da parte dell’autotrasporto per il caro gasolio.

A Napoli, intanto, migliaia di persone hanno partecipato a una manifestazione che ha unito la protesta contro i costi dei carburanti alla richiesta di maggiore uniformità territoriale nelle tariffe Rc auto.

La mossa di Eni diventa così non soltanto un intervento sui prezzi alla pompa, ma anche un nuovo terreno di confronto politico in vista della prossima legge di Bilancio, con Lega e Forza Italia divise soprattutto sulle modalità attraverso cui reperire ulteriori risorse per sostenere famiglie e imprese.