Il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto una sanzione complessiva di quasi 60mila euro a due programmi Mediaset, “Le Iene” e “Zona Bianca”, per aver trasmesso immagini del corpo di Chiara Poggi e della scena del delitto di Garlasco.

Secondo l’Autorità, i filmati rappresentavano un «dettaglio di violenza ingiustificato» e risultavano lesivi della dignità della vittima e dei suoi familiari, senza fornire elementi realmente utili alla comprensione della vicenda giudiziaria.

Il procedimento era stato avviato dopo il reclamo presentato nell’aprile dello scorso anno dai genitori di Chiara, Rita e Giuseppe Poggi, tramite il loro avvocato Vinicio Longo. La famiglia aveva denunciato la violazione della dignità della figlia e del principio di essenzialità dell’informazione.

Nel corso delle due trasmissioni erano state mostrate immagini dell’interno della villetta di via Pascoli, dove Chiara venne uccisa il 13 agosto 2007, insieme a particolari del corpo, macchie di sangue, lividi e dettagli della scena del crimine. Elementi che, secondo i genitori, avevano una finalità esclusivamente sensazionalistica.

Il Garante ha sottolineato come l’attenzione mediatica sul caso Garlasco abbia spesso superato i confini del diritto di cronaca, trasformandosi in una continua e morbosa spettacolarizzazione. L’Autorità ha quindi richiamato gli organi di informazione al rispetto della dignità delle vittime, dei familiari, degli indagati e di tutte le persone coinvolte.

Nel bilanciamento tra diritto alla riservatezza e libertà di informazione, il Garante ha stabilito che la diffusione di quelle immagini non fosse giustificata dall’interesse pubblico. I particolari mostrati, infatti, non erano nuovi e non aggiungevano informazioni rilevanti rispetto a quanto già ampiamente raccontato.

Oltre alla sanzione economica, è stata ordinata la rimozione delle immagini dai servizi trasmessi ed è stata vietata una loro futura diffusione. Il provvedimento richiama inoltre il rispetto delle norme deontologiche che impongono ai giornalisti di evitare dettagli violenti non indispensabili alla narrazione dei fatti.