Resta alta la tensione nello Stretto di Hormuz, dove il confronto tra Stati Uniti e Iran continua ad alimentare il rischio di un’escalation militare. Nelle ultime ore le forze armate statunitensi hanno condotto una nuova serie di attacchi contro obiettivi militari iraniani, colpendo centri di comando, sistemi di difesa aerea, postazioni missilistiche, basi per droni e strutture di sorveglianza costiera nell’area di Bandar Abbas. Secondo il Comando centrale americano, le operazioni sono state effettuate con munizioni di precisione per ridurre la capacità di Teheran di minacciare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz.

Sul fronte politico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riunito i vertici della sicurezza nazionale per valutare ulteriori opzioni militari. Tra le ipotesi allo studio figurano nuovi attacchi contro infrastrutture strategiche iraniane, come ponti e centrali elettriche, mentre non viene esclusa nemmeno un’operazione terrestre sull’isola di Kharg, sede del principale terminal petrolifero dell’Iran.

Teheran ha risposto con toni durissimi. Nella capitale è comparso un murale che raffigura Trump all’interno di una bara avvolta nella bandiera statunitense accompagnato dalla scritta “Uccideremo Trump”, mentre durante la notte sono state segnalate esplosioni nell’area di Pakdasht e Parchin. Le autorità iraniane hanno riferito dell’attivazione dei sistemi di difesa aerea per intercettare presunti attacchi.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno inoltre rivendicato il lancio di missili balistici contro una base militare statunitense in Giordania, sostenendo che l’azione rappresenti una risposta agli attacchi americani condotti, secondo Teheran, anche nelle vicinanze di un ospedale oncologico pediatrico in Iran.

Parallelamente prosegue il coordinamento tra Washington e Israele. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha avuto un colloquio con il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, ribadendo l’intenzione di mantenere le truppe israeliane nelle cosiddette “zone di sicurezza” di Gaza, Libano e Siria per prevenire nuove minacce ai confini dello Stato ebraico.

Sul piano diplomatico, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è atteso lunedì alla Casa Bianca per un incontro con Trump, mentre in Europa la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha incontrato a Kiev il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, raggiungendo un nuovo accordo sulla cooperazione nel settore della difesa che consentirà all’Ucraina di utilizzare fondi europei anche per l’acquisto di componenti destinati ai droni.