Donald Trump annuncia la fine dei bombardamenti statunitensi in Yemen, ma la tensione nell’area resta alta. Israele colpisce duramente l’aeroporto di Sanaa, causando morti e feriti. Preoccupazione internazionale per la situazione a Gaza.
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato la capitolazione degli Houthi e un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e il movimento yemenita, mediato dall’Oman. Con l’intesa, Washington sospende i bombardamenti in Yemen, segnando un possibile passo verso la de-escalation nella regione.
Tuttavia, l’annuncio ha colto di sorpresa Israele, che non era stato preventivamente informato dagli alleati statunitensi. Secondo la TV israeliana Kan, funzionari del governo di Tel Aviv sono rimasti “scioccati” dalla decisione.
Nel frattempo, la situazione nello Yemen si è aggravata: aerei israeliani hanno bombardato l’aeroporto internazionale di Sanaa, considerato dagli israeliani un punto strategico per il trasferimento di armi e miliziani Houthi. L’attacco ha completamente distrutto l’aeroporto e messo fuori uso tre aerei della compagnia nazionale Yemenia Airlines. Il bilancio ufficiale parla di almeno tre morti e 38 feriti. Israele giustifica l’operazione come risposta al lancio di razzi Houthi contro l’aeroporto Ben Gurion.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato ritorsioni più dure contro l’Iran, ritenuto il principale sostenitore degli Houthi, e ha ribadito che chi colpisce Israele sarà colpito “sette volte tanto”.
Contemporaneamente, la tensione resta altissima anche nella Striscia di Gaza. Il governo israeliano ha approvato un piano che prevede la conquista totale del territorio e lo sfollamento della maggior parte della popolazione palestinese. Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere: Francia e Cina hanno condannato la nuova offensiva israeliana. L’UE ribadisce il proprio sostegno alla soluzione dei due Stati, mentre il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa accusa Israele di voler “distruggere Gaza” e attuare un “piano inaccettabile di sostituzione della popolazione”.
Dall’altra parte, Hamas ha dichiarato di non voler più partecipare a colloqui per il cessate il fuoco, accusando Israele di condurre una “guerra della fame” contro i civili di Gaza.
Infine, si registra una telefonata tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente russo Vladimir Putin, la prima dal 2023, in cui si è discusso anche della crisi in Medio Oriente.
Sulla situazione a Gaza si sono confrontati anche il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron, esprimendo “profonda preoccupazione” e invocando una ripresa del processo di pace israelo-palestinese.










