È scontro aperto ai vertici del Movimento 5 Stelle, con Beppe Grillo e Giuseppe Conte protagonisti di una guerra interna che potrebbe ridefinire il futuro del partito. Lo scontro è esploso dopo la Costituente, che ha introdotto modifiche allo statuto, tra cui l’eliminazione del ruolo di garante, ricoperto dallo stesso Grillo. L’ex comico ha reagito chiedendo la ripetizione delle votazioni, una mossa che ha riacceso tensioni mai sopite e messo in discussione le decisioni prese dagli iscritti.
Grillo ha invocato una clausola del vecchio statuto per contestare la validità delle votazioni. Il fondatore del Movimento mira a ribaltare le scelte che lo escluderebbero dal ruolo di garante e rimettere in discussione altri temi centrali, come il simbolo del partito e i poteri del presidente. Conte, dal canto suo, ha annunciato che non farà ricorso legale contro Grillo, optando invece per una nuova consultazione online. “Noi scegliamo la democrazia e la partecipazione”, ha dichiarato l’ex premier, che tuttavia teme l’astensione degli iscritti e il mancato raggiungimento del quorum, necessario per rendere valido il voto.
Tra i sostenitori di Grillo c’è chi ipotizza una strategia per scoraggiare la partecipazione al nuovo voto. I dati delle votazioni precedenti, con una partecipazione variabile tra il 52% e il 62%, non garantiscono un risultato certo, e la possibilità di un boicottaggio agita le acque nel Movimento. “Grillo sta difendendo un conflitto di interesse”, ha attaccato Conte, sottolineando come l’ex comico stia minando il principio fondativo del M5S, “uno vale uno”.
Chi conosce Grillo non esclude che stia elaborando una strategia alternativa: creare una nuova forza politica, utilizzando il simbolo del Movimento 5 Stelle, di cui è proprietario. Entro Natale, il garante dovrebbe tornare a Roma per riunirsi con i suoi sostenitori più fedeli e pianificare le prossime mosse.
Nel frattempo, i partner potenziali del “campo largo”, come PD e Alleanza Verdi e Sinistra, osservano con preoccupazione le turbolenze interne al Movimento. La Costituente ha confermato la linea progressista del M5S e ha dato a Conte il mandato per trattare possibili alleanze, ma un ribaltamento delle decisioni potrebbe destabilizzare tutto l’assetto politico del partito. Nonostante l’apertura al dialogo con altre forze, il Movimento ribadisce che non si tratta di un’alleanza strutturale.










