L’Italia non riuscirà a uscire in anticipo dalla procedura europea per deficit eccessivo. I dati sui conti pubblici del 2025 confermano infatti un rapporto tra deficit e Pil pari al 3,1%, in calo rispetto al 3,4% dell’anno precedente ma ancora leggermente superiore alla soglia europea del 3%.
Il risultato riduce le aspettative del governo di ottenere già quest’anno maggiori margini di bilancio. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha espresso rammarico per il dato, dopo aver manifestato nei mesi scorsi un cauto ottimismo sulla possibilità di una revisione al ribasso. L’obiettivo resta ora quello di completare il percorso di uscita dalla procedura europea nel 2027.
La situazione riapre il confronto all’interno della maggioranza sulle risorse da utilizzare nella prossima legge di Bilancio. Matteo Salvini ha rilanciato l’ipotesi di uno scostamento di bilancio, sostenendo la necessità di reperire diversi miliardi anche per finanziare opere già realizzate. Una possibilità sulla quale Forza Italia mantiene invece una linea più prudente, richiamando la necessità di continuare a gestire con attenzione i conti pubblici.
Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche quella di chiedere un ulteriore contributo a banche e grandi società energetiche. Sul fronte bancario, tuttavia, l’Abi ha ricordato gli impegni già assunti dal settore a sostegno dell’economia, mentre esponenti di Forza Italia hanno mostrato maggiore apertura verso un eventuale intervento sulle compagnie energetiche.
Il governo dovrà quindi cercare un equilibrio tra la volontà di finanziare nuove misure, comprese eventuali riduzioni fiscali, e la necessità di rispettare il percorso di risanamento concordato con Bruxelles. A incidere saranno anche le possibilità di utilizzare la flessibilità prevista dalle regole europee per alcune spese legate all’energia e alla difesa. Giorgetti aveva già annunciato l’intenzione dell’Italia di sfruttare gli spazi disponibili sull’energia e solo parzialmente quelli destinati alla difesa.
Il dato del 3,1% ha alimentato anche un confronto sulle stime economiche. Esponenti di Fratelli d’Italia, insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, hanno evidenziato le successive revisioni del Pil operate negli ultimi anni, sostenendo che nuovi aggiornamenti potrebbero modificare anche il quadro relativo al 2025. Al momento, tuttavia, il dato ufficiale conferma il mancato superamento della soglia necessaria per l’uscita anticipata dalla procedura.
Più ottimista il vicepremier Antonio Tajani, secondo il quale lo scarto dello 0,1% non modifica sostanzialmente la direzione intrapresa dai conti italiani. Il confronto politico è destinato ora a concentrarsi sulla prossima manovra, con la maggioranza chiamata a individuare risorse e coperture senza compromettere il percorso di riduzione del deficit e del debito.










