di WANDA CHERUBINI
VITERBO- Il Piano Casa del Governo e gli investimenti della Regione Lazio puntano a recuperare gli immobili Ater inutilizzati. Interventi previsti a Viterbo e nei comuni della provincia, con l’obiettivo di rendere disponibili le abitazioni entro l’estate 2027.
Restituire alla collettività abitazioni pubbliche rimaste inutilizzate per anni, ampliare le opportunità di accesso alla casa e offrire risposte concrete alle famiglie in difficoltà. Sono questi gli obiettivi degli interventi illustrati nel corso di una conferenza stampa dedicata al Piano Casa e alle nuove prospettive dell’edilizia residenziale pubblica nella Tuscia.
All’incontro hanno preso parte l’europarlamentare Antonella Sberna, il consigliere regionale Daniele Sabatini, Giulio Zelli e rappresentanti delle istituzioni territoriali, con la partecipazione del vertice dell’Ater di Viterbo.
Il confronto ha evidenziato come la questione abitativa rappresenti ormai un problema strutturale, aggravato dall’aumento dei costi degli immobili, dalle difficoltà di accesso al mercato degli affitti e dalla presenza di numerosi appartamenti pubblici che non possono essere assegnati perché necessitano di lavori di manutenzione.
La novità più rilevante per il territorio riguarda il recupero di 191 abitazioni popolari, distribuite tra il capoluogo e diversi comuni della provincia.
Nel dettaglio, il programma nazionale prevede una prima fase di interventi su 191 appartamenti, ai quali si aggiungono 60 alloggi interessati da uno specifico finanziamento della Regione Lazio.
Per la città di Viterbo sono stati indicati 73 immobili nell’ambito del Piano Casa nazionale e altri 40 attraverso le risorse regionali. Complessivamente, dunque, 113 appartamenti del capoluogo potrebbero essere restituiti alla disponibilità delle graduatorie pubbliche una volta completate le opere necessarie.

Si tratta di una prima risposta alla situazione del patrimonio immobiliare Ater, che conta complessivamente circa 5.000 alloggi nella provincia viterbese.
Molti degli appartamenti individuati risultano attualmente non assegnabili per problemi legati agli impianti, al deterioramento degli ambienti, alle infiltrazioni o alla presenza di barriere architettoniche.
Il programma nazionale si inserisce in una strategia di più ampio respiro, sostenuta da uno stanziamento iniziale annunciato di 1,4 miliardi di euro, di cui 700 milioni destinati alla prima fase operativa.
Nel corso della conferenza è stata prospettata la pubblicazione del primo bando tra ottobre e l’inizio di novembre, passaggio necessario per avviare concretamente le operazioni di recupero.
Secondo le stime illustrate, il costo medio di riqualificazione nella provincia di Viterbo potrebbe aggirarsi intorno ai 20.000 euro per appartamento, una cifra inferiore alla media nazionale indicata in circa 31.000 euro.
La Regione Lazio contribuirà attraverso un finanziamento complessivo di 7 milioni di euro, dei quali 1,35 milioni destinati al Viterbese, per interventi su 60 abitazioni.
Una delle possibilità previste è quella della preassegnazione degli appartamenti prima della conclusione delle ristrutturazioni. Attraverso le graduatorie comunali, le famiglie aventi diritto potrebbero conoscere anticipatamente l’alloggio loro destinato, riducendo i tempi di attesa e contribuendo a prevenire nuove occupazioni abusive.
La strategia abitativa presentata non si rivolge esclusivamente alle persone che possiedono i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica.
Una parte del programma è infatti dedicata all’housing sociale, un modello che prevede la collaborazione tra istituzioni e soggetti privati per realizzare abitazioni a condizioni più accessibili rispetto a quelle del mercato immobiliare ordinario.
L’intenzione è intercettare una fascia crescente della popolazione che, pur disponendo di un reddito, incontra difficoltà a sostenere le spese di un mutuo o di una locazione.
Famiglie con un unico stipendio, giovani coppie, lavoratori e persone sole rappresentano alcuni dei potenziali destinatari.
Il modello illustrato prevede condizioni economiche inferiori di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato di riferimento, con l’obiettivo di favorire un accesso più sostenibile all’abitazione.
L’europarlamentare Antonella Sberna ha approfondito il ruolo dell’Unione Europea nella definizione delle future politiche abitative.
Sberna ha richiamato l’importanza delle risorse della politica di coesione e della loro rimodulazione per consentire agli Stati e agli enti territoriali di finanziare interventi di rigenerazione urbana.
L’europarlamentare ha inoltre evidenziato la necessità di distinguere le problematiche delle grandi città da quelle delle aree interne.
Per territori come la Tuscia, infatti, le politiche sulla casa possono diventare anche strumenti di contrasto allo spopolamento, favorendo il recupero degli immobili, la permanenza dei giovani e il ripopolamento dei borghi.
Secondo Sberna, l’azione europea dovrebbe concentrarsi soprattutto sul sostegno finanziario e sulla definizione di strumenti capaci di accompagnare gli investimenti pubblici e privati, evitando interventi uniformi che non tengano conto delle differenti realtà territoriali.
L’attenzione agli aspetti sociali è stata al centro dell’intervento di Giulio Zelli, che ha richiamato le iniziative finanziate attraverso il PNRR per sostenere le persone maggiormente esposte al disagio abitativo.
Tra queste rientra il programma Housing First, che considera l’accesso a un’abitazione stabile un primo passo nei percorsi di inclusione e autonomia delle persone senza dimora.
Anche nella provincia di Viterbo sono stati avviati progetti destinati alla realizzazione di strutture e servizi che potranno integrare gli interventi previsti dal Piano Casa.
Zelli ha inoltre sottolineato le potenzialità delle forme di coabitazione, attraverso le quali più persone possono condividere un immobile, contenere le spese domestiche e costruire rapporti di collaborazione e assistenza reciproca.
Una soluzione che potrebbe assumere particolare importanza per le persone anziane, i cittadini soli e i nuclei caratterizzati da condizioni di fragilità.
Il consigliere regionale Daniele Sabatini ha evidenziato come gli interventi sull’edilizia pubblica debbano essere accompagnati da misure economiche rivolte a chi incontra difficoltà nella gestione delle spese quotidiane.
In questo quadro si inseriscono i 10 milioni di euro annui previsti dalla Regione Lazio per il sostegno ai canoni di locazione, destinati alle fasce economicamente più vulnerabili.
Sabatini ha inoltre ricordato il pacchetto regionale da 75 milioni di euro annunciato a favore di famiglie e imprese, con una quota di 20 milioni dedicata al sostegno nel pagamento delle utenze.
Particolare attenzione è rivolta agli anziani e alle famiglie con persone con disabilità, categorie maggiormente esposte alle conseguenze dell’aumento del costo della vita.
Il consigliere ha poi richiamato gli investimenti regionali per il diritto allo studio, sottolineando come anche la disponibilità di alloggi e il sostegno agli studenti rappresentino componenti essenziali di una politica abitativa moderna.
Il recupero degli immobili pubblici costituisce un’opportunità non soltanto per le famiglie in attesa di assegnazione, ma anche per il miglioramento del patrimonio urbano esistente.
Riqualificare appartamenti inutilizzati significa infatti limitare il degrado, valorizzare gli edifici e contribuire a rendere più vivibili i quartieri e i centri abitati.
Resta da definire nel dettaglio la distribuzione degli interventi, soprattutto per quanto riguarda gli alloggi situati nel centro storico di Viterbo, la cui individuazione puntuale non è stata comunicata durante la conferenza.
A livello nazionale, il traguardo illustrato dal Governo è quello di realizzare o recuperare 100.000 abitazioni nell’arco di dieci anni, combinando edilizia pubblica e housing sociale.
Per la provincia di Viterbo, il risultato più immediato sarà legato alla capacità di rispettare le scadenze annunciate e trasformare gli stanziamenti in appartamenti effettivamente abitabili.
Una prospettiva importante per un territorio nel quale il diritto alla casa si intreccia sempre più con le difficoltà economiche delle famiglie, il futuro dei giovani e la necessità di contrastare il progressivo impoverimento demografico delle comunità locali.