Il peso dell’Irpef in Italia continua a essere distribuito in maniera molto diversa tra le varie fasce di reddito. Secondo l’ultima analisi di Itinerari Previdenziali sulle dichiarazioni relative al 2024, il 30,22% dei contribuenti versa il 78,67% dell’imposta complessiva sul reddito delle persone fisiche.

Nel 2024, a fronte di una popolazione di circa 58,9 milioni di abitanti, i contribuenti sono stati 42,8 milioni, con redditi dichiarati per complessivi 1.076 miliardi di euro. Le persone che hanno effettivamente versato almeno un euro di Irpef sono state poco più di 34,1 milioni.

Particolarmente marcata è la differenza tra le fasce di reddito. Il 47% dei contribuenti, con redditi fino a 20mila euro, contribuisce per circa il 5% all’Irpef totale. Al contrario, chi dichiara oltre 35mila euro rappresenta il 18,78% dei contribuenti ma sostiene il 65% dell’intero gettito Irpef. Considerando anche la fascia tra 29mila e 35mila euro, si arriva appunto a poco più del 30% dei contribuenti che versa quasi quattro quinti dell’imposta.

Ai livelli di reddito più elevati, l’1,75% dei contribuenti che dichiara oltre 100mila euro l’anno versa il 22,25% dell’Irpef complessiva. I dati riguardano però esclusivamente l’Irpef e non rappresentano l’intero prelievo fiscale: nel carico complessivo sostenuto dai cittadini rientrano infatti anche Iva, accise, tributi locali e altre imposte.

Il quadro riporta al centro il dibattito sulla prossima legge di Bilancio. Tra le ipotesi al vaglio del governo figura un’ulteriore riduzione dell’Irpef per il ceto medio, con l’estensione dell’intervento sui redditi fino a 60mila euro. Le misure definitive dipenderanno tuttavia dalle risorse disponibili e dalle relative coperture finanziarie.

Sul tavolo sono state avanzate anche altre proposte, tra cui forme di tassazione agevolata per i giovani e interventi sugli affitti degli immobili commerciali. Anche sul fronte previdenziale resta aperto il confronto, con diverse ipotesi riguardanti l’uscita anticipata dal lavoro e l’evoluzione dei requisiti pensionistici.

I dati sulle entrate fiscali si intrecciano così con il cantiere della manovra economica: da una parte il tema della distribuzione del carico Irpef, dall’altra la necessità per il governo di individuare risorse sufficienti per finanziare eventuali riduzioni delle tasse e nuove misure in materia di lavoro, pensioni e sostegno ai redditi.