L’Italia ha manifestato l’interesse a utilizzare fino a 14,9 miliardi di euro del programma europeo Safe, destinato al finanziamento delle spese per la difesa. La decisione definitiva sull’ammontare delle risorse da impiegare sarà però presa entro la fine dell’anno.
A chiarirlo è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Tajani ha precisato che i 14,9 miliardi sono stati al momento soltanto “prenotati” e che la somma effettivamente utilizzata potrebbe essere inferiore, probabilmente compresa tra 6 e 9 miliardi.
Crosetto ha spiegato che il Safe non rappresenterebbe una spesa militare aggiuntiva rispetto a quella già prevista nel bilancio dello Stato, ma una forma alternativa di finanziamento, da valutare sulla base della convenienza rispetto all’emissione di titoli come Bot e Cct. La scelta tecnica sarà quindi compiuta entro la fine dell’anno, mentre eventuali aumenti della spesa richiederebbero una decisione politica e parlamentare.
La Commissione europea ha chiesto all’Italia di chiarire rapidamente le proprie intenzioni, sottolineando che un’eventuale rinuncia, anche parziale, renderebbe necessaria la redistribuzione delle risorse tra gli altri Paesi.
Nel corso dell’audizione Tajani ha ribadito il sostegno italiano all’Ucraina e alla sua adesione all’Unione europea, evidenziando però la necessità di non rallentare il percorso di integrazione dei Balcani occidentali, in particolare di Montenegro e Albania.
Il ministro degli Esteri ha inoltre annunciato un documento bilaterale tra Italia e Arabia Saudita contenente una condanna delle occupazioni dei coloni israeliani in Cisgiordania, considerate un ostacolo alla soluzione dei due Stati. Sul Libano ha auspicato un accordo che rafforzi le autorità legittime, conduca al disarmo di Hezbollah e al ritiro delle truppe israeliane.
Crosetto ha infine ricordato che la Nato deve affrontare scenari sempre più complessi, caratterizzati non soltanto dai tradizionali settori terrestre, navale e aereo, ma anche da nuove minacce legate a droni, satelliti, intelligenza artificiale e sicurezza sottomarina. L’Italia, ha assicurato, farà la propria parte con un aumento graduale degli investimenti, compatibile con le disponibilità di bilancio e con l’obiettivo fissato al 2035.
Le opposizioni hanno criticato la gestione della vicenda. Il senatore della Lega Claudio Borghi ha sottolineato che nessuna decisione è ancora stata presa e che dovrà esprimersi il Parlamento, mentre il Movimento 5 Stelle ha accusato il Governo di non avere una linea chiara sull’utilizzo dei fondi europei.









