Donald Trump ha annunciato il raggiungimento di un accordo per il disarmo di Hamas, collegato al progressivo ritiro delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza. Il presidente statunitense ha definito l’intesa un passo storico verso una pace duratura, anche se il piano presenta ancora diversi aspetti da chiarire.
La road map elaborata dal Board of Peace prevede quindici punti, ma non risulta ancora formalmente approvata da tutte le parti. Il governo israeliano non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, mentre il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha giudicato la bozza inaccettabile.
Il principale ostacolo riguarda la successione delle diverse fasi: non è stato stabilito se debba avvenire prima il disarmo di Hamas oppure il ritiro israeliano. Il movimento palestinese ha precisato che la consegna delle armi dovrà essere accompagnata dalla fine delle operazioni militari, dalla ricostruzione di Gaza e da garanzie concrete per la nascita di uno Stato palestinese.
Secondo il piano, una volta ottenuta l’approvazione definitiva, le parti avranno quattordici giorni per stabilire tempi e modalità di attuazione. Il disarmo dovrebbe iniziare dalle armi in dotazione alla polizia, mentre quelle personali sarebbero consegnate soltanto nella fase conclusiva. L’intero processo potrebbe richiedere tra 200 e 350 giorni.
L’intesa contempla anche lo smantellamento dei tunnel, il ritiro completo delle truppe israeliane e la creazione di un nuovo organismo palestinese incaricato di amministrare la Striscia. Il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza dovrebbe operare secondo il principio di un’unica autorità, un’unica legge e un’unica forza armata.
La firma potrebbe avvenire al Cairo, ma il successo del progetto dipenderà dall’adesione effettiva di Hamas e Israele. Anche l’Alto rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas ha accolto favorevolmente l’annuncio, sottolineando però che restano numerose condizioni da soddisfare affinché il piano possa tradursi in una pace concreta.










