CERNOBBIO – L’economia italiana potrebbe chiudere l’anno con una crescita vicina all’1%, superiore alle stime iniziali del governo, ma il quadro internazionale resta carico di incognite. È il messaggio lanciato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto alla chiusura del Forum Teha di Cernobbio.

Il ministro ha ricordato che le previsioni programmatiche indicavano una crescita dello 0,6%, mentre al momento sarebbe già stato acquisito uno 0,8%. Se gli indicatori continueranno a muoversi nella stessa direzione, il Pil potrebbe dunque avvicinarsi all’1%.

Giorgetti ha però sottolineato le difficoltà legate alla situazione geopolitica, alla produttività, alla sicurezza e ai mercati finanziari. Sul fronte del debito pubblico si è definito un “sovranista pragmatico”, rivendicando la stabilità finanziaria raggiunta dall’Italia e la maggiore capacità del Paese di affrontare possibili tensioni sui tassi di interesse e sul mercato obbligazionario.

Particolare attenzione è stata dedicata anche ai salari. Secondo Giorgetti, il governo continuerà a intervenire con incentivi fiscali e contributivi, ma anche le imprese dovranno fare la loro parte, considerando gli aumenti retributivi non soltanto come un costo, ma come un investimento capace di sostenere consumi e crescita economica.

Tra le priorità della prossima legge di Bilancio figura inoltre il problema demografico. Il ministro ha parlato di un vero e proprio “deserto demografico”, annunciando la necessità di misure a sostegno delle famiglie e di interventi per favorire il rientro in Italia dei giovani che hanno scelto di lavorare all’estero.

Sul rapporto deficit-Pil Giorgetti ha mantenuto la prudenza, in attesa del dato definitivo Istat sul 2025. Il rispetto o meno della soglia del 3% potrebbe determinare l’uscita o la permanenza dell’Italia nella procedura europea.

Il titolare del Tesoro ha poi richiamato l’attenzione sul divario tra Europa e Stati Uniti negli investimenti. A suo giudizio, una parte consistente del risparmio europeo finisce per finanziare l’economia americana. Da qui l’invito a riflettere anche sul ruolo dei fondi pensione italiani, che investono una quota limitata delle proprie risorse nel Paese.

Tra le grandi sfide indicate dal ministro figurano materie prime, industria, difesa e intelligenza artificiale, settori nei quali l’Europa continua a mostrare ritardi rispetto a Stati Uniti e Cina.

Ampio spazio anche alla questione energetica. Giorgetti ha ricordato come l’Italia stia pagando gli effetti economici delle guerre in Ucraina e Medio Oriente, con conseguenze pesanti sull’approvvigionamento di gas e sui prezzi dell’energia e dei carburanti.

Infine, sul dossier Monte dei Paschi di Siena, il ministro ha ribadito che la quota del 4,8% ancora detenuta dal ministero dell’Economia resta sostanzialmente congelata e che il Mef mantiene una posizione di neutralità.

Il Forum di Cernobbio si è così chiuso con un quadro di moderato ottimismo sulla crescita italiana, accompagnato però dall’avvertimento che le prossime scelte economiche dovranno fare i conti con un contesto internazionale sempre più complesso.