La nuova ondata di attacchi ucraini contro infrastrutture energetiche e logistiche russe provoca la dura reazione di Vladimir Putin. Dopo i raid che hanno colpito anche strutture legate al colosso dell’e-commerce Ozon, il presidente russo ha accusato Kiev di aver “aperto un vaso di Pandora”, annunciando possibili rappresaglie e un rafforzamento della difesa aerea.

Putin ha riconosciuto che gli attacchi ucraini in profondità nel territorio russo hanno provocato danni economici e perdite, sostenendo tuttavia che non avrebbero prodotto effetti significativi sull’andamento delle operazioni militari. Mosca, ha assicurato, risponderà colpendo quelli che considera i settori più sensibili dell’economia ucraina.

Nelle ultime ore Kiev ha rivendicato attacchi contro un impianto petrolifero nella regione di Krasnodar e una raffineria a Samara, a circa mille chilometri dal confine ucraino. Nella stessa area è stato colpito per la prima volta anche un centro logistico di Ozon, dal quale sono state evacuate circa 500 persone. Nelle settimane precedenti erano finite nel mirino anche strutture riconducibili a Wildberries, altro gigante russo del commercio online.

Parallelamente proseguono i bombardamenti russi sull’Ucraina. Dopo il grave attacco contro un centro commerciale di Kryvyj Rih, costato la vita a 16 persone e con oltre 130 feriti, nuovi raid hanno interessato Kiev e altre aree del Paese. Nella capitale, missili balistici hanno provocato altre vittime nel distretto di Boryspil.

La strategia ucraina punta sempre più a mettere sotto pressione la capacità logistica ed energetica della Russia, con l’obiettivo di creare difficoltà all’economia e alle infrastrutture che sostengono lo sforzo bellico. Mosca, dal canto suo, afferma di continuare ad avanzare sul terreno e sostiene che le proprie truppe abbiano accelerato le operazioni su più direttrici.

Il Cremlino continua a dichiararsi disponibile a un negoziato, ma solo tenendo conto della situazione militare maturata sul campo. Il dialogo diplomatico, tuttavia, appare ancora lontano, mentre gli sforzi internazionali di mediazione restano in una fase di sostanziale stallo.

Secondo quanto riferito dalla stampa statunitense, nei mesi scorsi alcuni funzionari ucraini avrebbero inoltre valutato un piano per utilizzare droni dotati di intelligenza artificiale contro gli aeroporti di Mosca, con l’obiettivo di ostacolare il traffico aereo internazionale. Il progetto sarebbe stato successivamente accantonato per il rischio di coinvolgere l’aviazione civile.

Nel frattempo Volodymyr Zelensky continua a chiedere un maggiore sostegno militare agli alleati. Il presidente francese Emmanuel Macron avrebbe assicurato un’accelerazione nella consegna di nuovi missili intercettori destinati alla difesa aerea ucraina.

L’attenzione ora è rivolta anche alla riunione della Coalizione dei Volenterosi prevista per lunedì, che dovrebbe ribadire il sostegno occidentale a Kiev. All’incontro parteciperanno, tra gli altri, Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la premier italiana Giorgia Meloni e il nuovo primo ministro britannico Andy Burnham, mentre Zelensky e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa interverranno da remoto.

La riunione coinciderà con le celebrazioni per il 35esimo anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina, in un momento in cui il conflitto continua a intensificarsi sia sul fronte militare sia attraverso gli attacchi a lunga distanza contro infrastrutture strategiche.