L’inchiesta di Report sul Garante per la Privacy ha scatenato un’ondata di polemiche che travolge istituzioni e partiti, tra accuse di conflitti d’interesse, gestione opaca e legami politici. L’opposizione — Pd, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra — chiede le dimissioni dell’intero collegio dell’Autorità. “Non c’è alternativa all’azzeramento del consiglio”, dichiara la segretaria dem Elly Schlein, parlando di “un quadro grave e desolante” che richiede “una discontinuità netta”.

La premier Giorgia Meloni respinge le accuse, sottolineando che “il Garante è stato eletto durante il governo giallorosso, con un presidente di area Pd”. “Dire che sia sotto pressione dal centrodestra è ridicolo”, aggiunge, ricordando che “Pd e 5 Stelle dovrebbero semmai prendersela con sé stessi”. A sostegno della premier interviene anche Giovanni Donzelli (FdI), che accusa le opposizioni di incoerenza: “O sono stati sprovveduti nelle nomine o oggi si lasciano dettare la linea da Report e Ranucci”.

Durissimo il leader M5S Giuseppe Conte, che in Aula parla di “ipocrisia” e cita presunti contatti tra Meloni e l’attuale componente del Garante Agostino Ghiglia ai tempi del green pass. Proprio Ranucci replica ricordando che nel collegio siedono anche membri indicati da Lega e Fratelli d’Italia: “L’unico organico a FdI è Ghiglia”, precisa, difendendo l’inchiesta e ribadendo che “l’Autorità è ormai diventata un tribunale politico condizionato da interessi e appartenenze”.