Roma, 25 feb. (askanews) - "La Presidenza del Consiglio smentisce le notizie che stanno circolando in queste ore su una presunta chiusura, per decisione del Presidente Conte, di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Le decisioni e le misure adottate dal governo vengono comunicate esclusivamente attraverso i canali e le fonti ufficiali, alle quali si prega di far riferimento". E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Dopo una giornata di tensioni interne, la maggioranza di governo trova un accordo sulla questione delle banche e chiude la partita della legge di Bilancio. La premier Giorgia Meloni ha convocato un vertice a Palazzo Chigi con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, collegato da Washington dove partecipa agli incontri del Fondo Monetario Internazionale.

L’intesa consente di portare la manovra economica in Consiglio dei ministri già domani mattina. Dopo l’incontro, nessuna dichiarazione ufficiale ma filtrano alcuni dettagli: l’accordo non si limiterà a una singola misura, bensì a più interventi per raggiungere l’obiettivo di 4,4 miliardi di gettito. Tra le ipotesi, una tassa del 27,5% su banche e assicurazioni, legata allo sblocco dei depositi vincolati in base alla norma del 2023 sugli extraprofitti.

Pur non trattandosi formalmente di una tassa sugli extraprofitti — come precisa Forza Italia — il contributo richiesto agli istituti di credito resta uno dei punti centrali della manovra da oltre 18 miliardi di euro. La misura, secondo quanto emerge dal Documento programmatico di bilancio (Dpb), avrebbe carattere strutturale e non una tantum. Resta da definire se il contributo avverrà tramite crediti d’imposta o con un’imposta ridotta sul capitale accumulato.

La giornata era iniziata con forti contrasti tra Lega e Forza Italia: Tajani ha ribadito il rifiuto di qualsiasi “tassa che sa di Urss”, mentre Salvini ha insistito sulla necessità che “chi ha di più dia di più”. Alla fine, la mediazione di Meloni e il lavoro del viceministro Maurizio Leo (FdI) hanno permesso di chiudere la questione.

Nel frattempo, Giorgetti ha avuto contatti con il governatore di Bankitalia Fabio Panetta, probabilmente anche sul tema del contributo bancario alla manovra. L’Abi chiede che si proceda “con la stessa logica concordataria dello scorso anno”, evitando scontri con la Bce come avvenuto nel 2023.

Le altre misure della manovra

Oltre al capitolo banche, il governo punta su:

Spending review da 2,3 miliardi nel 2026, in crescita fino a 3 miliardi entro il 2028.

Rottamazione quinquies delle cartelle fiscali in 56 rate bimestrali per 9 anni, esclusi i redditi non dichiarati.

Taglio dell’Irpef da 2,7 miliardi, con benefici concentrati sui redditi medio-bassi.

Sostegno alle famiglie per 1,6 miliardi: riforma del caregiver familiare, potenziamento del bonus mamme lavoratrici e ampliamento delle detrazioni per chi ha figli.

Revisione dell’Isee, con esclusione della prima casa e maggiori vantaggi dal secondo figlio in poi.

Conferma del congelamento dello scalino pensionistico per i lavori gravosi, misura che la Lega vorrebbe estendere.

Le opposizioni attaccano compatte: per il M5s la manovra offre “un piattino di lenticchie” al ceto medio e alle imprese, mentre per il Pd rappresenta “un’altra mazzata” alle famiglie. Alleanza Verdi e Sinistra stima che il taglio dell’Irpef porterà ai redditi bassi appena 2 euro al mese.

Con l’intesa raggiunta, la manovra approderà domani in Consiglio dei ministri, aprendo ufficialmente il percorso parlamentare verso l’approvazione entro fine anno.