La Federal Reserve ha deciso di ridurre per il terzo mese consecutivo i tassi di interesse, segnando un punto di svolta sotto l’amministrazione Biden. Il nuovo taglio dello 0,25%, che porta il tasso d’interesse in una forchetta tra il 4,25% e il 4,50%, è stato in linea con le aspettative di mercato, ma con una previsione più cauta per il futuro. Nel 2025, infatti, la Fed prevede solo due riduzioni del tasso, pari allo 0,50% in totale, metà di quanto anticipato a settembre. Questa revisione ha sorpreso Wall Street, che, dopo aver registrato guadagni, ha invertito la rotta e ha chiuso in negativo.
Durante la conferenza stampa, il presidente della Fed Jerome Powell ha sottolineato che l’economia americana continua a crescere a un ritmo solido, ma l’inflazione, pur avendo fatto progressi, rimane ancora elevata e non tornerà al target del 2% prima della fine del 2026. La crescita per il 2023 è stata rivista al rialzo al 2,1%, mentre il mercato del lavoro ha visto un aumento della disoccupazione, seppur ancora su livelli bassi.
Non tutti i membri della Fed hanno concordato sul taglio dei tassi: Beth Hammack, presidente della Fed di Cleveland, ha votato contro, ritenendo che fosse meglio mantenere i tassi invariati. Inoltre, la Fed ha segnalato una maggiore cautela nelle future decisioni, esprimendo l’intenzione di monitorare attentamente i dati economici e l’evoluzione delle condizioni globali.
La decisione di ridurre i tassi con maggiore lentezza potrebbe alimentare nuovi attriti con l’ex presidente Donald Trump, che ha dichiarato di voler abbassare i tassi fino a raggiungere livelli prossimi allo zero e indebolire il dollaro. Con la previsione di tassi più alti e di un dollaro più forte, le tensioni tra Trump e Powell potrebbero acuirsi, con Powell pronto a difendere l’indipendenza della Fed contro le pressioni politiche.
Wall Street ha reagito negativamente alla notizia, registrando perdite superiori all’1% dopo aver aperto in rialzo. Il futuro della politica monetaria della Fed, che appare ora più prudente, potrebbe influenzare ulteriormente i mercati finanziari e l’andamento dell’economia globale nei prossimi mesi.
