Narges Mohammadi, tra le più importanti voci della dissidenza iraniana e Premio Nobel per la Pace 2023, versa in condizioni di salute sempre più gravi dopo mesi di detenzione. Da oltre vent’anni impegnata nella difesa dei diritti delle donne e contro la pena di morte, l’attivista è diventata un simbolo della lotta contro le restrizioni imposte dal regime iraniano.

Arrestata il 12 dicembre a Mashhad per aver criticato le autorità religiose, Mohammadi è stata condannata a ulteriori anni di carcere con accuse legate alla sicurezza nazionale e alla propaganda contro il sistema. Da allora è detenuta con contatti estremamente limitati con la famiglia, mentre le sue condizioni fisiche si sono progressivamente aggravate.

Secondo quanto riferito dai familiari, la 54enne ha subito episodi di perdita di coscienza e un attacco cardiaco, rendendo necessario il trasferimento urgente dal carcere di Zanjan a un ospedale. Una decisione definita “tardiva e disperata” dalla sua fondazione, che denuncia un rischio concreto e immediato per la sua vita dopo oltre 140 giorni di detenzione.

Nonostante la reclusione, Mohammadi ha continuato a sostenere le proteste nel Paese, diventando un punto di riferimento anche dall’interno del carcere grazie alla rete di collaboratori e sostenitori che ne amplificano la voce.

La comunità internazionale guarda con crescente preoccupazione alla sua situazione. Il Norwegian Nobel Committee ha chiesto alle autorità iraniane di trasferirla immediatamente presso il suo team medico a Teheran, sottolineando che senza cure adeguate la sua vita resta in pericolo.

Anche dal mondo politico arrivano appelli per il suo rilascio. In Italia, il senatore Ivan Scalfarotto ha sollecitato un’intensificazione della pressione diplomatica su Teheran, invitando governi e opinione pubblica a non lasciare sola l’attivista.

Il caso di Narges Mohammadi riporta al centro dell’attenzione internazionale la questione dei diritti umani in Iran, in un momento in cui la sua vita dipende sempre più dalle decisioni delle autorità del Paese.