ASSISI – Un forte richiamo alla pace, al servizio e alla fraternità ha segnato l’incontro di Papa Leone con oltre 2.500 giovani riuniti nella Basilica di Santa Maria degli Angeli per il “Go! Franciscan Youth Meeting 2026”, uno degli appuntamenti principali dell’anno giubilare francescano.

Rivolgendosi in particolare ai ragazzi provenienti dall’Europa orientale, il Pontefice ha messo in guardia dal rischio di intrecciare religione e nazionalismo. I cristiani, ha sottolineato, devono prendere le distanze da ogni forma di fondamentalismo e diventare sempre più «operatori di pace» in società nelle quali la fede rischia di essere utilizzata per alimentare contrapposizioni identitarie.

Dalla Porziuncola, luogo simbolo della spiritualità francescana, Papa Leone ha rilanciato l’attualità del messaggio di San Francesco in un tempo segnato da guerre, disuguaglianze e crisi migratorie. Il Santo di Assisi, ha ricordato, insegna a non dominare ma a servire, a non trattenere ma a restituire, opponendosi alla logica dei potenti che cercano di sovrastare gli altri costruendo paure, fantasmi e nemici.

Il Papa ha quindi invitato i giovani a dirigersi verso le periferie e i luoghi nei quali «l’ingiustizia e la prepotenza di pochi negano la dignità e i sogni di molti». «L’Europa e il mondo cercano in voi nuovi santi», ha affermato, trasformando l’esortazione “Go!” in un invito collettivo: «Andiamo».

Nel suo intervento Leone ha ricordato anche la forza rivoluzionaria delle scelte compiute da Francesco e Chiara. Abbandonare le strade già tracciate, sottrarsi alla cultura del potere e abbattere i muri tra le persone, ha spiegato, non significa tradire la propria famiglia o la propria tradizione, ma liberarle dalla paura, dall’ignoranza e dalla violenza.

Il Pontefice ha esortato i giovani a riscoprire un mondo fatto di fratelli e sorelle da accogliere e servire, non da sfruttare o dominare: «Non un mondo da difendere, ma da abbracciare».

Prima di lasciare Assisi, Papa Leone ha attraversato la Porziuncola e si è fermato in preghiera. Ai ragazzi ha infine ricordato il momento della propria elezione al pontificato e il suo personale “sì” al Signore: «Non abbiate paura del per sempre. Le scelte definitive sono le più rivoluzionarie».