Durante la messa e l’Angelus in una Piazza San Pietro gremita di fedeli nonostante la pioggia, Papa Leone XIV ha rinnovato il suo appello per la pace in Medio Oriente, guardando con speranza al piano di pace promosso dagli Stati Uniti per Gaza.

“In queste ultime ore si stanno compiendo significativi passi avanti nelle trattative di pace – ha detto il Pontefice –. Auspico che possano presto portare ai risultati sperati. Chiedo a tutti i responsabili di impegnarsi per il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi. Restiamo uniti nella preghiera per una pace giusta e duratura”.

Il Papa ha inoltre condannato con forza il riemergere dell’antisemitismo, citando l’attentato terroristico di Manchester, e ha espresso dolore per la sofferenza del popolo palestinese a Gaza, vittima di “un’immane tragedia umanitaria”.

La celebrazione, in occasione del Giubileo dei migranti e dei missionari, è stata dedicata al tema dell’accoglienza. Papa Leone ha invitato a respingere l’indifferenza e ogni forma di discriminazione verso chi fugge da guerre e povertà:

“Quelle barche che cercano un porto sicuro non devono trovare la freddezza del rifiuto. Nessuno deve essere costretto a partire, né sfruttato o maltrattato per la sua condizione. Al primo posto deve esserci sempre la dignità umana”.

In perfetta continuità con Papa Francesco, Leone XIV ha delineato la visione di una Chiesa missionaria rinnovata, in cui “essere missionari non significa soltanto partire, ma anche restare per accogliere chi arriva”.

“Oggi le frontiere della missione non sono più geografiche – ha spiegato – perché la povertà e la speranza vengono verso di noi. Restare significa aprire le braccia e il cuore a chi cerca aiuto, accoglierlo come un fratello”.

Un messaggio di solidarietà, speranza e impegno per la pace, nel segno di una Chiesa che sceglie di farsi vicina ai più fragili e di costruire ponti invece di muri.