Il Pontefice sta reagendo positivamente all’operazione chirurgica. Gli accertamenti confermano un decorso regolare, ma resta l’incertezza sul viaggio apostolico in Sudamerica previsto per novembre.
ROMA – Segnali incoraggianti arrivano dal Policlinico Gemelli, dove Papa Leone XIV sta trascorrendo i primi giorni di convalescenza dopo l’intervento chirurgico al polmone effettuato martedì 13 ottobre. Le condizioni del Santo Padre sono giudicate soddisfacenti dall’équipe medica, che ha confermato il regolare andamento del decorso post-operatorio.
Il Pontefice ha già compiuto alcuni importanti passi verso la ripresa delle normali attività quotidiane. Si è alzato dal letto, ha camminato all’interno della stanza e ha consumato regolarmente i pasti. Ha inoltre iniziato la fisioterapia respiratoria, fondamentale per favorire il recupero della funzionalità polmonare dopo l’operazione.
A rassicurare sulle sue condizioni è stato anche il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, che ha riferito come Leone XIV sia di buon umore e stia affrontando con tranquillità questa delicata fase.
Le valutazioni cliniche effettuate nelle ore successive all’intervento hanno restituito risultati positivi. Gli esami ematici e la radiografia del torace hanno evidenziato parametri compatibili con il normale recupero dopo la procedura chirurgica.
A comunicarlo sono stati il dottor Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora, che seguono l’evoluzione delle condizioni del Pontefice insieme al personale sanitario del Gemelli.
L’intervento, resosi necessario per la presenza di un adenocarcinoma polmonare, ha comportato l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro. La procedura si è conclusa senza complicazioni immediate e il Papa ha potuto iniziare gradualmente la mobilizzazione.
Salvo cambiamenti nel quadro clinico, la permanenza in ospedale dovrebbe protrarsi per circa una settimana. La durata effettiva del ricovero sarà comunque stabilita dai medici in base alla progressione del recupero.
La convalescenza non ha impedito a Leone XIV di dedicare parte della giornata alla preghiera e alla celebrazione eucaristica.
Nella struttura ospedaliera è stato predisposto uno spazio riservato dove il Pontefice ha potuto concelebrare la Santa Messa, mantenendo così un momento centrale della propria quotidianità sacerdotale.
Dal decimo piano del Gemelli, dove si trova ricoverato, continuano ad arrivare notizie sulla serenità con cui sta vivendo questi giorni. Il Papa segue le indicazioni dell’équipe sanitaria, si informa sull’evoluzione delle proprie condizioni e mantiene contatti con le persone più vicine attraverso i collaboratori.
Tra coloro che hanno ricevuto aggiornamenti figura anche il fratello Louis Prevost, residente negli Stati Uniti, al quale è stato comunicato che il Pontefice aveva superato l’operazione, era vigile e non lamentava dolore.
Messaggi rassicuranti sono giunti anche in Perù, dove Leone XIV conserva profondi legami con la comunità ecclesiale di Chiclayo, diocesi che ha guidato prima della sua chiamata a Roma.
Nonostante l’andamento favorevole della convalescenza, rimangono alcuni aspetti clinici da approfondire.
I risultati definitivi dell’esame istologico sul tessuto asportato consentiranno agli specialisti di ottenere ulteriori informazioni sulle caratteristiche della neoplasia e sull’eventuale necessità di trattamenti successivi.
La decisione di procedere chirurgicamente era stata preceduta da una serie di accertamenti diagnostici, comprendenti una broncoscopia robotica con biopsia, una TAC toracica con mezzo di contrasto e una PET.
L’operazione ha rappresentato una tappa fondamentale del percorso terapeutico, ma soltanto attraverso il completamento degli esami sarà possibile definire con maggiore precisione il quadro clinico complessivo.
Per questo motivo, pur in presenza di elementi rassicuranti, i medici mantengono un atteggiamento prudente.
Le condizioni di salute del Santo Padre potrebbero influire sul calendario dei prossimi impegni internazionali, a cominciare dall’atteso viaggio apostolico in Sudamerica, previsto dal 6 al 17 novembre.
Il programma comprende visite in Uruguay, Argentina e Perù, con un itinerario particolarmente intenso che prevede numerosi trasferimenti e appuntamenti pubblici.
Le distanze da percorrere, i differenti climi e alcune tappe in località situate a elevata altitudine rendono la missione impegnativa anche dal punto di vista fisico. Tra le destinazioni previste figura Cuzco, città delle Ande peruviane che si trova a circa 3.400 metri sul livello del mare.
La possibilità di sostenere un viaggio di questa portata dopo un intervento chirurgico toracico dovrà essere attentamente esaminata dagli specialisti.
La Santa Sede non ha per il momento annunciato modifiche ufficiali al programma. Matteo Bruni ha sottolineato che il Papa conserva il desiderio di partire, lasciando tuttavia aperta ogni valutazione in relazione all’evoluzione delle condizioni di salute.
Particolare apprensione si registra a Chiclayo, in Perù, dove la popolazione attende il ritorno di Robert Francis Prevost, profondamente legato alla città e alla sua comunità cristiana.
Anche durante la permanenza al Gemelli, Leone XIV continua a manifestare attenzione verso gli appuntamenti più significativi della vita ecclesiale.
In occasione della conclusione dell’incontro internazionale dedicato all’esortazione apostolica Amoris laetitia, organizzato in Vaticano con la partecipazione di vescovi provenienti da diversi Paesi, il Pontefice ha inviato un messaggio di ringraziamento.
Pur non potendo prendere parte personalmente ai lavori, ha voluto esprimere riconoscenza per le preghiere ricevute e per l’impegno dei partecipanti nell’approfondimento delle sfide che riguardano la famiglia e la pastorale contemporanea.
Un gesto che conferma la volontà di mantenere vivo il rapporto con la comunità ecclesiale, pur nel rispetto delle necessità imposte dalla convalescenza.
La giornata di mercoledì 14 ottobre si conclude dunque con un bilancio incoraggiante per Papa Leone XIV. Il recupero delle prime autonomie, la ripresa dell’alimentazione e l’avvio della riabilitazione respiratoria rappresentano elementi favorevoli, confermati dagli accertamenti medici.
L’attenzione si sposta ora sui prossimi giorni, quando gli specialisti potranno valutare più compiutamente la risposta dell’organismo all’intervento e disporre dei risultati degli approfondimenti istologici.
Rimangono da definire anche i tempi per il ritorno del Pontefice agli appuntamenti pubblici e l’eventuale conferma del viaggio internazionale di novembre.
Intanto, mentre da numerose comunità cattoliche continuano ad arrivare messaggi di vicinanza e preghiera, Leone XIV prosegue il proprio percorso di recupero al Gemelli, accompagnato dall’assistenza dei medici e dall’affetto dei fedeli di tutto il mondo.










