La Rai ha avviato verifiche interne sulla trasmissione Report dopo la sospensione cautelativa delle repliche estive del programma. La decisione arriva alla luce degli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Roma sull’attentato subito dal conduttore Sigfrido Ranucci nell’ottobre scorso a Pomezia, che vede indagato l’imprenditore Valter Lavitola come presunto mandante.
Secondo Viale Mazzini, l’iniziativa rappresenta “un atto dovuto” per tutelare l’azienda, le persone coinvolte e i principi del servizio pubblico. Non si tratta di un audit formale, che richiederebbe specifiche autorizzazioni della magistratura, ma dell’attivazione del Comitato etico, chiamato a verificare il rispetto del Codice aziendale, con particolare attenzione ai metodi di lavoro della trasmissione, alla gestione delle fonti e alle collaborazioni giornalistiche.
La Rai richiama i principi previsti dalle linee guida dell’European Broadcasting Union e dal Contratto di Servizio, che impongono imparzialità, indipendenza, accuratezza nelle inchieste e una rigorosa verifica delle fonti. Al termine delle valutazioni sarà l’amministratore delegato Giampaolo Rossi a decidere eventuali provvedimenti. L’azienda non esclude che, qualora emergessero nuovi elementi, possa essere avviato anche un audit completo.
Ranucci ha accolto con serenità la decisione dell’azienda, ribadendo di essere pronto ad affrontare qualsiasi verifica. In un messaggio pubblicato sui social ha ricordato che Report è già stato sottoposto in passato a controlli analoghi e ha difeso il lavoro della redazione, sottolineando i trent’anni di attività del programma e il rigore con cui vengono selezionate le fonti. Il giornalista ha inoltre criticato la richiesta di verifiche, sostenendo che sia nata da informazioni false diffuse da alcuni organi di stampa.
Parallelamente prosegue l’inchiesta giudiziaria sull’attentato di Pomezia. Il Tribunale del Riesame è chiamato a decidere sui ricorsi presentati dai difensori dei quattro indagati, che chiedono la revoca delle misure cautelari e l’esclusione dell’aggravante del metodo mafioso.
Nel frattempo emergono nuovi elementi investigativi. Secondo quanto riferito dallo stesso Lavitola, nella notte della perquisizione nei suoi confronti ci sarebbero stati numerosi contatti con Ranucci, culminati in una telefonata durata circa due ore. Gli investigatori stanno analizzando il contenuto di quei colloqui per verificare se possano contribuire a chiarire il movente dell’attentato ai danni del giornalista.










