Dopo meno di due anni dalla vittoria elettorale che aveva riportato il Labour al governo, Keir Starmer ha annunciato le dimissioni da leader laburista e da primo ministro britannico. Una decisione arrivata al termine di mesi difficili, segnati da tensioni interne al partito, difficoltà economiche, scandali politici e da un crescente calo di consenso personale.

Starmer, 63 anni, avvocato ed ex procuratore della Corona, ha comunicato la sua scelta davanti al numero 10 di Downing Street, spiegando che resterà in carica fino al completamento della procedura di successione interna al Labour. Il passaggio di consegne dovrebbe aprire la strada ad Andy Burnham, sindaco uscente di Manchester e figura molto popolare tra i laburisti, indicato come il possibile nuovo leader capace di rilanciare il partito.

A pesare sulla decisione di Starmer sono stati soprattutto i risultati negativi delle ultime elezioni amministrative e l’avanzata di Reform UK, la formazione guidata da Nigel Farage, che negli ultimi mesi ha guadagnato terreno nei sondaggi nazionali. Farage ha già chiesto elezioni anticipate, ma al momento questa ipotesi non sembra sul tavolo: il Labour, infatti, punta a una successione interna senza passare subito dalle urne.

Nel suo discorso di commiato, Starmer ha rivendicato alcuni risultati del suo governo: il ritorno del Labour al potere dopo 14 anni di governi conservatori, il tentativo di rilanciare l’economia, il sostegno all’Ucraina e il riavvicinamento del Regno Unito agli alleati europei. Non sono però mancate, nel corso del suo mandato, critiche per le retromarce programmatiche, le difficoltà sul fronte sociale ed economico, la gestione dell’immigrazione e alcune nomine controverse.

Il clima attorno al premier uscente è apparso ormai segnato da un forte isolamento politico. Anche all’interno del gruppo parlamentare laburista, infatti, è cresciuta la convinzione che Starmer non fosse più la figura più adatta a guidare il partito verso le prossime elezioni previste nel 2029.

Ora l’attenzione si sposta su Andy Burnham, accolto con entusiasmo dai deputati laburisti dopo il suo ritorno alla Camera dei Comuni. Burnham ha reso omaggio a Starmer, ma ha anche sottolineato la necessità di un cambiamento profondo per il partito e per il Paese. Salvo sorprese, la sua incoronazione potrebbe arrivare entro metà luglio, con la formazione di un nuovo governo chiamato a ricompattare il Labour e a contrastare la crescita della destra populista.