La Regione Lazio mette sul piatto 610mila euro per una nuova campagna di comunicazione dedicata alla sanità territoriale. L’obiettivo è far conoscere ai cittadini le Case della Comunità già realizzate o in fase di attivazione e la nuova app regionale dedicata ai servizi sanitari.

La campagna sarà affidata a LazioCrea attraverso un affidamento in-house e prevede due stanziamenti distinti da 305mila euro ciascuno, Iva inclusa. La prima iniziativa, in partenza a settembre, sarà dedicata alle Case della Comunità, mentre dal 19 ottobre prenderà il via la campagna per promuovere l’app sanitaria regionale.

L’investimento arriva dopo la fase di realizzazione e inaugurazione di numerose strutture sul territorio e dopo l’accordo integrativo regionale raggiunto con i medici. Le Case della Comunità sono però al centro di un acceso confronto politico. Le opposizioni e diversi sindaci hanno criticato la Regione, sostenendo che alcune strutture siano ancora prive di personale e risorse sufficienti per garantire pienamente i servizi.

Il presidente della Regione Francesco Rocca ha difeso il percorso intrapreso, sottolineando come la priorità fosse rispettare gli obiettivi fissati dal Pnrr. Secondo Rocca, nel Lazio sono già state inserite 5mila persone e altre 4mila dovrebbero arrivare nel corso del 2026, mentre 105 strutture rispettano i criteri previsti.

La campagna di comunicazione si inserisce in un più ampio piano regionale per incentivare l’utilizzo degli strumenti digitali della sanità. A giugno, infatti, la Regione aveva stanziato altri 300mila euro per promuovere il Fascicolo sanitario elettronico, il cui utilizzo nel Lazio rimane ancora molto basso.

Secondo i dati citati nell’ultimo report Gimbe, infatti, soltanto il 9% dei cittadini laziali utilizza il Fascicolo sanitario elettronico, una percentuale nettamente inferiore rispetto ad altre regioni, come l’Emilia-Romagna, dove l’adesione raggiunge il 92%.

La Regione punta quindi sulla comunicazione per colmare il divario tra i nuovi servizi disponibili e il loro effettivo utilizzo da parte dei cittadini. La sfida, ora, sarà trasformare gli investimenti in strutture e strumenti digitali in servizi realmente conosciuti e utilizzati dalla popolazione.