La ministra del Turismo Daniela Santanché ha tenuto un lungo intervento alla Camera, difendendosi con fermezza dalle accuse e rivendicando il proprio operato. Tuttavia, ha lasciato aperta la possibilità di dimissioni in caso di rinvio a giudizio nell’ambito della vicenda Inps. “Farò una riflessione per poter anche valutare le mie dimissioni”, ha dichiarato, sottolineando il rispetto per il premier, il governo e il suo partito, Fratelli d’Italia (FdI).

Le parole della ministra sono state accolte con un applauso dai banchi di FdI, con il vicepresidente Massimo Ruspandini che ha espresso apprezzamento per la sua disponibilità a farsi da parte “per amore e rispetto di FdI e del presidente del Consiglio”. Tuttavia, la giornata in Aula è stata segnata da forti tensioni tra maggioranza e opposizione, culminate nel respingimento della mozione di sfiducia contro la ministra con 204 voti contrari e 136 favorevoli.

Santanché ha respinto con decisione le accuse, incluse quelle sulle borse contraffatte, rivendicando il proprio stile di vita e accusando l’opposizione di combattere la ricchezza anziché la povertà. Le sue parole hanno scatenato reazioni accese, con la segretaria del PD Elly Schlein che ha ribattuto: “Mentre lei difende le borsette, chi difende gli italiani dalle bollette?”. Anche il leader del M5S Giuseppe Conte ha attaccato duramente, sottolineando che “la vera battaglia è contro la disonestà”.

Molti interventi dell’opposizione si sono concentrati sul ruolo della premier Giorgia Meloni, accusata di proteggere Santanché. Schlein ha definito la premier “una vigliacca”, mentre Conte ha insinuato che sia “ricattabile”. Nel frattempo, la tensione in Aula è rimasta alta, con scambi accesi tra i deputati.

Santanché ha partecipato al dibattito con il sostegno di alcuni ministri del governo presenti in Aula. La situazione politica resta incerta, con l’opposizione che continua a chiedere spiegazioni sulla posizione della premier e sulla gestione del caso Santanché. Intanto, a Montecitorio è proseguita anche la discussione sulla mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio, con una replica attesa a metà marzo.