La Spagna è sotto shock per la gravissima tragedia ferroviaria avvenuta ad Adamuz, in Andalusia, dove il bilancio delle vittime è salito ad almeno 42 morti. Il Paese osserva tre giorni di lutto nazionale mentre proseguono le operazioni di soccorso, recupero e identificazione delle vittime, in uno scenario descritto dai soccorritori come devastante.
L’incidente ha coinvolto due treni: un convoglio Iryo, di cui sono deragliate e in parte distrutte le carrozze 6, 7 e 8, e un treno Alvia, precipitato in una scarpata dopo l’impatto. Sul luogo del disastro, trasformato in un vero e proprio “ground zero”, operano senza sosta squadre di emergenza, tecnici della Scientifica e unità cinofile. Re Felipe VI e la regina Letizia hanno visitato l’area per rendere omaggio alle vittime.
Il bilancio resta provvisorio: oltre ai morti, si contano 39 feriti ancora ricoverati, tra cui quattro bambini, con tredici persone in terapia intensiva. Le operazioni di identificazione procedono attraverso il confronto del Dna, mentre decine di familiari attendono notizie a Cordova, assistiti da psicologi e volontari della Croce Rossa.
Sulle cause dell’incidente, le autorità mantengono il massimo riserbo. “Tutte le ipotesi sono aperte”, ha ribadito il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska. L’attenzione degli inquirenti si concentra soprattutto sulle infrastrutture ferroviarie. I tecnici hanno individuato un giunto rotto in corrispondenza di uno scambio di binari: resta da chiarire se si tratti della causa o di una conseguenza del deragliamento. Al momento viene escluso l’errore umano.
La Guardia Civil ha segnalato anche un tratto mancante sui binari e ha chiesto di non rimuovere il primo vagone deragliato per ulteriori accertamenti. Decisivo sarà il recupero delle scatole nere dei due treni. Sotto esame finisce così la linea Madrid-Siviglia, la più antica dell’alta velocità spagnola, inaugurata nel 1992 e rinnovata di recente con investimenti ingenti.
Dopo la strage, emergono polemiche e interrogativi: negli ultimi mesi erano stati segnalati almeno otto guasti nella zona, mentre i sindacati avevano già denunciato problemi strutturali, legati a manutenzione e carichi sempre più elevati. Non a caso, il gestore Adif ha imposto una riduzione della velocità anche su altre tratte, come la Madrid-Barcellona.
L’incidente riapre così il dibattito sulla tenuta dell’alta velocità spagnola, considerata uno dei fiori all’occhiello del Paese. Una rete cresciuta rapidamente, con oltre 4.000 chilometri di linee e quasi 40 milioni di passeggeri nel 2024, ma che ora deve fare i conti con una tragedia che potrebbe segnare un punto di svolta nelle politiche di sicurezza e manutenzione.










