La guerra tra Russia e Ucraina continua a provocare vittime e distruzione, mentre dalla Santa Sede arriva un nuovo appello per fermare quella che Papa Leone XIV definisce una pericolosa “spirale di violenza”. Il Pontefice, durante l’Angelus in piazza San Pietro, ha chiesto ancora una volta di interrompere gli attacchi contro i civili e di tornare a puntare sul dialogo.

“È tempo di fermare la spirale di violenza e dare spazio alla diplomazia e al dialogo per aprire la strada alla pace”, è il messaggio lanciato da Leone XIV, che ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e ai feriti di entrambi i Paesi. Il Papa ha sottolineato come il protrarsi del conflitto stia aumentando il numero delle vittime civili, compresi molti bambini, richiamando tutte le parti al rispetto del diritto umanitario.

L’appello del Pontefice arriva mentre la diplomazia vaticana prepara una nuova iniziativa sul fronte russo. Dopo la missione compiuta a luglio in Ucraina dal cardinale Matteo Zuppi e da monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, il Vaticano guarda ora a Mosca.

Gallagher potrebbe recarsi nella capitale russa alla fine di agosto per incontrare le autorità di Mosca. La missione, che non è stata ancora annunciata ufficialmente dalla Santa Sede, è stata confermata dall’ambasciata russa presso il Vaticano. L’obiettivo sarebbe quello di mantenere aperto un canale di dialogo e verificare eventuali spazi per una mediazione.

Zuppi, già inviato da Papa Francesco a Mosca nel 2023 e nel 2024, ha invece concentrato la propria attività soprattutto sugli aspetti umanitari del conflitto. A luglio ha visitato in Ucraina alcuni campi di detenzione dove sono rinchiusi militari russi catturati durante i combattimenti. Il cardinale avrebbe inoltre manifestato l’intenzione di visitare strutture analoghe in territorio russo, ma un eventuale viaggio è ancora in fase di definizione.

La Santa Sede sembra dunque voler procedere su due binari: da una parte l’azione diplomatica e politica, affidata soprattutto a Gallagher, dall’altra il lavoro umanitario portato avanti da Zuppi.

In un conflitto che dura ormai da oltre quattro anni e che continua a non mostrare una concreta via d’uscita, Leone XIV insiste sulla necessità di non lasciare che la logica delle armi prevalga definitivamente su quella del dialogo. “La guerra non fa che generare altra guerra e provoca enormi sofferenze”, ha ribadito il Pontefice, indicando nella diplomazia una possibile strada per tornare a parlare di pace.