Con l’avvicinarsi del quinto inverno dall’inizio dell’invasione russa su larga scala, Volodymyr Zelensky è arrivato a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite con l’obiettivo di rafforzare il sostegno internazionale all’Ucraina. Al centro dei colloqui del presidente ucraino ci sono soprattutto nuovi sistemi di difesa aerea e aiuti destinati a proteggere le infrastrutture energetiche del Paese durante i mesi più freddi.

Tra gli incontri principali quello con il presidente francese Emmanuel Macron. Zelensky ha riferito che Kiev e i suoi partner stanno lavorando alla possibilità di produrre direttamente in Ucraina sistemi di difesa aerea e relativi missili, oltre a portare avanti il programma antibalistico Freja. L’obiettivo dichiarato è ottenere i primi risultati già entro la fine dell’anno e aumentare la capacità di proteggere la popolazione dagli attacchi russi.

Un altro passaggio centrale della visita è stato il confronto con il presidente statunitense Donald Trump. La questione ucraina resta infatti uno dei principali dossier internazionali per la Casa Bianca. Trump, intervenendo all’Onu, ha ribadito la necessità di arrivare alla conclusione della guerra e ha rivolto a Vladimir Putin un nuovo appello perché ponga fine al conflitto. Zelensky, dal canto suo, punta anche a ottenere ulteriori sistemi Patriot e a discutere una possibile tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche.

Il confronto diplomatico si inserisce in una fase in cui entrambe le parti continuano gli attacchi aerei e le infrastrutture energetiche restano uno dei punti più delicati della guerra. Macron ha a sua volta sottolineato la necessità di aumentare rapidamente la disponibilità di intercettori per la difesa dell’Ucraina e ha discusso con Trump l’ipotesi di una sospensione reciproca degli attacchi contro il settore energetico.

Da Mosca, intanto, il Cremlino continua a sostenere che la propria posizione negoziale non sia cambiata. Il portavoce Dmitry Peskov ha ribadito nelle ultime settimane le condizioni avanzate dalla Russia per un accordo, tra cui le rivendicazioni territoriali russe e la rinuncia dell’Ucraina all’ingresso nella Nato, condizioni respinte da Kiev.

Sul fronte orientale della Nato cresce nel frattempo l’attenzione sulla presenza militare americana. Il presidente lituano Gitanas Nausėda ha annunciato l’arrivo di una nuova rotazione di truppe statunitensi in Lituania. Il numero definitivo dei militari non è stato ancora comunicato, ma dal 2019 Washington mantiene nel Paese baltico contingenti a rotazione che hanno raggiunto circa mille uomini. Per Vilnius, la presenza americana rappresenta un elemento importante della strategia di deterrenza e difesa dell’Alleanza.

La missione di Zelensky a New York si concentra quindi su due priorità: consolidare il sostegno militare occidentale e mettere al sicuro il sistema energetico ucraino in vista dell’inverno, mentre sul piano diplomatico resta ancora distante un’intesa tra Kiev e Mosca sulle condizioni necessarie per porre fine alla guerra.