WASHINGTON – Donald Trump ritrova ossigeno sul fronte elettorale grazie a due importanti vittorie nelle primarie repubblicane in South Carolina e Oklahoma, a pochi mesi dalle elezioni di medio termine. I candidati sostenuti dal presidente hanno infatti conquistato due successi che interrompono una recente serie di sconfitte per gli aspiranti scelti dal tycoon.
In South Carolina, Darline Graham, sorella del defunto senatore Lindsey Graham, ha battuto al ballottaggio il deputato Ralph Norman. Il sostegno diretto di Trump ha avuto un peso rilevante: il presidente aveva partecipato personalmente a un comizio a Myrtle Beach, invitando gli elettori a comportarsi come se sulla scheda ci fosse il suo stesso nome. Graham, già nominata temporaneamente al Senato dopo la morte del fratello, correrà ora per un mandato completo di sei anni.
Successo anche in Oklahoma, dove l’ex senatore statale Mike Mazzei, appoggiato da Trump, ha superato di misura il procuratore generale Gentner Drummond nella corsa repubblicana alla carica di governatore. Il risultato assume particolare valore politico per Trump, dopo diverse sconfitte subite nelle settimane precedenti dai candidati da lui sostenuti.
Sul fronte democratico, sempre in Oklahoma, si registra invece l’affermazione di N’Kiyla Jasmine Thomas, infermiera di 31 anni che si definisce socialista democratica. Thomas ha conquistato la candidatura del partito al Senato battendo l’avvocato Jim Priest e a novembre sfiderà il repubblicano Kevin Hern, favorito in uno Stato tradizionalmente conservatore.
Parallelamente alla partita elettorale, l’amministrazione Trump prosegue la stretta sull’immigrazione. Il Dipartimento di Stato ha temporaneamente sospeso gli appuntamenti per i visti di immigrazione nelle ambasciate e nei consolati statunitensi nel mondo, motivando la decisione con la necessità di una formazione approfondita del personale consolare.
L’obiettivo dichiarato è rendere più rigorosa la valutazione dei richiedenti, con particolare attenzione al rischio che possano in futuro dipendere da forme di assistenza pubblica negli Stati Uniti. Le persone che avevano già fissato un colloquio stanno ricevendo comunicazioni di rinvio, mentre non è stata indicata una data precisa per il ritorno alla normale attività.
La misura si inserisce nel più ampio irrigidimento delle politiche migratorie voluto da Trump, che negli ultimi mesi ha esteso i controlli anche alle vie di ingresso legale nel Paese, oltre alla repressione dell’immigrazione irregolare.










