Rivedere il calendario scolastico per destagionalizzare il turismo e favorire i flussi interni: è la proposta rilanciata dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè durante il Forum internazionale del turismo di Milano. L’idea è superare l’attuale concentrazione delle vacanze – tre mesi in estate e una lunga pausa natalizia – introducendo periodi di sospensione più brevi e distribuiti lungo l’anno scolastico, sul modello di altri Paesi europei.

Secondo Santanchè, il calendario italiano rappresenta un’anomalia rispetto al resto dell’Occidente e penalizza il turismo interno. Per questo, la ministra ha annunciato l’intenzione di avviare un confronto con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per valutare una revisione graduale dei piani scolastici. Dal dicastero di viale Trastevere, tuttavia, frenano: al momento non esistono proposte concrete e la priorità resta la sicurezza nelle scuole, in particolare il contrasto alla violenza e l’ipotesi di introdurre controlli come i metal detector.

La proposta ha immediatamente acceso il dibattito politico. Le opposizioni criticano l’idea di allungare o rimodulare l’anno scolastico in un Paese segnato da ondate di calore sempre più frequenti. Per Avs, con temperature che superano i 30 gradi già a giugno e a settembre, è impensabile tenere studenti e docenti in aula. Ancora più duro il Movimento 5 Stelle, che accusa la ministra di occuparsi di temi secondari rispetto alle reali emergenze della scuola italiana, tra edifici fatiscenti, stipendi bassi e dispersione scolastica.

Posizioni più articolate arrivano dal mondo sindacale. L’Anief si dice favorevole a una revisione del calendario, ma non per motivi turistici: secondo il sindacato, il cambiamento climatico e le condizioni strutturali degli edifici scolastici impongono una riorganizzazione delle lezioni, con inizio posticipato e chiusura anticipata nei periodi più caldi, recuperando le ore durante l’anno. Scettici anche i dirigenti scolastici: il presidente dei presidi di Roma, Mario Rusconi, ricorda che molte riforme simili sono state proposte in passato senza successo, anche per le difficoltà legate al caldo estivo. Sulla stessa linea lo Snals, che invita a non subordinare la missione educativa della scuola a esigenze esterne come quelle del turismo.

Il confronto resta aperto, ma al momento l’ipotesi di una revisione del calendario scolastico appare lontana da una concreta traduzione in riforma.