R 45577 CAMERA DEI DEPUTATI VUOTA

Il Collegio d’appello della Camera dei Deputati – l’equivalente della Cassazione interna di Montecitorio – ha respinto definitivamente il ricorso presentato da circa 800 ex parlamentari contro il taglio dei vitalizi deciso nel 2018, durante la presidenza di Roberto Fico. La decisione, resa nota con un comunicato ufficiale, conferma quanto stabilito in primo grado e mantiene in vigore la delibera n. 14 del 2018, che ha introdotto il ricalcolo degli assegni in base ai contributi effettivamente versati.

La sentenza lascia quindi immutato l’attuale sistema di ricalcolo dei vitalizi, compresi i meccanismi di mitigazione previsti per gli ex deputati più anziani. Gli ex parlamentari coinvolti, avendo esaurito i gradi di giudizio interni alla Camera, dovranno ora decidere se tentare un’ultima via in sede politica, rivolgendosi all’Ufficio di Presidenza oggi presieduto da Lorenzo Fontana.

La vicenda affonda le radici in una controversa riforma del 2018 che ha ridotto in alcuni casi anche del 90% l’assegno vitalizio. Una prima svolta era arrivata nel 2021, quando alcuni ex deputati avevano ottenuto una sentenza favorevole basata sul principio del legittimo affidamento costituzionale, con il conseguente ripristino dell’assegno originario. L’anno successivo, nel 2022, il Senato aveva optato per il ripristino generalizzato dei vitalizi per tutti gli ex senatori, creando un evidente squilibrio con quanto avvenuto alla Camera.

Proprio su questo squilibrio si basava il nuovo ricorso: gli ex deputati chiedevano parità di trattamento rispetto agli ex senatori, denunciando una disparità penalizzante, dal momento che i risparmi sui vitalizi sono oggi concentrati solo su di loro (800 su circa 3.300 ex deputati totali).

Tra i ricorrenti figurano molti nomi noti della politica italiana: da Paolo Guzzanti a Ilona Staller, da Antonio Bassolino a Rosa Russo Iervolino, da Claudio Scajola a Fabrizio Cicchitto, passando per Claudio Martelli, Angelino Alfano, Gianni Alemanno, Giovanna Melandri, Mario Capanna, Manuela Di Centa e molti altri.

La decisione del Collegio di Appello segna quindi una pietra tombale sulla possibilità di ottenere un ricalcolo più favorevole per questi ex deputati, mantenendo ferme le misure di contenimento della spesa introdotte nel 2018.