VITERBO – Una città unita nel segno della fede, della tradizione e del profondo legame con la propria patrona. La giornata del 2 settembre ha visto Viterbo raccogliersi attorno al cuore di Santa Rosa, accompagnato in processione insieme alla reliquia attraverso le vie del centro storico, alla vigilia del grande Trasporto della Macchina in programma il 3 settembre.

La reliquia ha raggiunto la Cattedrale, dove il vescovo Orazio Francesco Piazza ha guidato un momento di preghiera e venerazione. Successivamente, da piazza San Lorenzo, il presule ha rivolto un messaggio ai numerosi cittadini presenti, richiamando i valori incarnati dalla giovane patrona e invitando a tradurli nella vita quotidiana.

Nel corso del suo intervento, Piazza ha sottolineato il legame tra Santa Rosa e lo spirito francescano, ricordando come la sua figura rappresenti un esempio di amore, semplicità, fermezza e determinazione. Il vescovo ha invitato la comunità a riscoprire il valore delle relazioni, della condivisione e del rispetto reciproco, lanciando un appello a “disarmare le parole” in un tempo segnato da divisioni e contrapposizioni.

Al termine della celebrazione, il cuore della patrona è stato accompagnato verso il santuario da facchini di Santa Rosa, confraternite, congregazioni, sacerdoti, religiosi, musici, minifacchini, boccioli e rosine.

Ad arricchire la giornata è stato il tradizionale corteo storico, con circa 300 figuranti in costumi d’epoca che hanno ripercorso sette secoli di storia cittadina, dal XIII al XIX secolo. Podestà, nobili, notai, milizie, Cavalieri di Malta, dignitari e rappresentanti pontifici hanno attraversato le vie del centro, rievocando le origini della tradizione legate al 1258, quando papa Alessandro IV dispose la traslazione del corpo incorrotto di Santa Rosa dalla chiesa di Santa Maria in Poggio al monastero delle clarisse.

Alla manifestazione hanno partecipato anche le delegazioni di Vitorchiano e Soriano nel Cimino, località legate alla vita e all’esilio della santa.

Particolarmente toccante l’incontro al Sacrario tra i facchini e Alessio Fiorillo, vittima di un incidente stradale che gli impedirà di partecipare al Trasporto. Arrivato in stampelle, Fiorillo è stato accolto con affetto dai suoi compagni e dalle autorità presenti, tra cui il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, il capofacchino Luigi Aspromonte e la sindaca Chiara Frontini.

Numerose le autorità civili e militari presenti alla processione, tra cui il prefetto Sergio Pomponio, il questore Giorgio Di Munno, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il deputato Mauro Rotelli e i consiglieri regionali Daniele Sabatini e Giulio Zelli.

Con il ritorno della reliquia al santuario si è conclusa una giornata intensa, capace di unire spiritualità, storia e senso di appartenenza. Ora tutta Viterbo guarda al 3 settembre, quando il Trasporto della Macchina di Santa Rosa rappresenterà il momento culminante delle celebrazioni.