Mentre il contesto internazionale resta segnato dalle tensioni in Medio Oriente e si torna a discutere di risparmio energetico e lavoro da remoto, in Italia entrano in vigore nuove norme sullo smart working che introducono sanzioni per le aziende inadempienti.
Le disposizioni, contenute nella legge annuale sulle Pmi ed efficaci dal 7 aprile, rafforzano gli obblighi già esistenti per le imprese. La principale novità riguarda infatti l’introduzione di un sistema sanzionatorio: i datori di lavoro che non rispettano le regole possono incorrere in multe fino a circa 7.500 euro, oltre a possibili conseguenze penali nei casi più gravi.
Al centro delle nuove norme c’è l’obbligo di fornire un’informativa scritta ai lavoratori e ai rappresentanti per la sicurezza. Il documento deve indicare chiaramente i rischi legati al lavoro da remoto e le misure di prevenzione.
Tra gli aspetti più rilevanti: uso corretto di computer e smartphone; ostura e organizzazione della postazione domestica; condizioni ambientali adeguate.
Si tratta di indicazioni già previste in passato, ma ora rafforzate attraverso sanzioni per garantirne una maggiore applicazione.
Secondo i dati dell’Politecnico di Milano, nel 2025 i lavoratori da remoto sono stati circa 3,6 milioni, in lieve crescita rispetto all’anno precedente.
L’andamento però varia a seconda dei settori: forte aumento nella Pubblica amministrazione (+11%), con oltre 550.000 dipendenti coinvolti;
crescita moderata nelle grandi imprese, dove più della metà del personale lavora almeno in parte da remoto;
calo nelle piccole e medie imprese, dove lo smart working è meno diffuso.
Le nuove regole segnano un ulteriore passo verso la strutturazione definitiva del lavoro agile in Italia. Più che introdurre obblighi inediti, la normativa punta a rendere effettive le tutele già previste, responsabilizzando le aziende sulla sicurezza dei lavoratori anche fuori dagli uffici.
In un contesto in cui lo smart working potrebbe tornare a crescere, anche per esigenze energetiche o organizzative, il rispetto delle nuove disposizioni diventa quindi un elemento centrale per le imprese.










