Con le nuove alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna, si è riacceso lo scontro politico tra governo e Regione sulla gestione dei fondi e degli interventi. Il centrodestra accusa la Regione di non aver utilizzato i fondi messi a disposizione per la prevenzione del dissesto idrogeologico, mentre il centrosinistra accusa il governo di “sciacallaggio politico” e di non aver fornito il supporto adeguato.
Il ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, ha criticato la Regione, sostenendo che l’Emilia-Romagna non ha speso una parte significativa dei 594 milioni di euro ricevuti negli ultimi dieci anni per combattere il dissesto idrogeologico. Ha inoltre dichiarato che solo una parte dei fondi post-alluvione è stata utilizzata. In risposta, la presidente facente funzione dell’Emilia-Romagna, Irene Priolo, ha difeso l’operato della Regione, chiedendo al generale Figliuolo, nominato dal governo come commissario per l’emergenza, di dissociarsi dalle affermazioni di Musumeci.
Lo scontro politico è anche influenzato dalle imminenti elezioni regionali di novembre, dove l’alluvione e la gestione dei fondi saranno temi centrali. Il centrosinistra ha candidato il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, mentre il centrodestra schiera Elena Ugolini, che ha criticato duramente la gestione regionale.
Elly Schlein, segretaria del PD, ha attaccato il governo per la mancanza di risorse e l’assenza di ristori promessi alle famiglie e imprese colpite, accusando Giorgia Meloni di aver fatto promesse non mantenute. Anche nel maggio 2023, lo scontro politico era scoppiato presto, in particolare sulla nomina del commissario per la ricostruzione, con la Regione che avrebbe preferito Stefano Bonaccini, mentre il governo optò per il generale Figliuolo.










