Con l’arrivo della stagione invernale, cresce l’allerta tra i medici per l’epidemia stagionale di Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), responsabile di gravi casi di bronchiolite nei neonati e della morte di circa 100.000 bambini sotto i 5 anni nel mondo. In Italia, una svolta potrebbe arrivare con l’introduzione del Nirsevimab, un anticorpo monoclonale capace di prevenire il 90% delle ospedalizzazioni. Il Ministero della Salute ha annunciato che il farmaco sarà reso disponibile gratuitamente tramite il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Attualmente, è in corso un dialogo con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) per spostare il Nirsevimab dalla fascia C alla fascia A, rendendolo accessibile senza costi per i pazienti. Questo avviene in un contesto di crescente preoccupazione per l’aumento dei casi di VRS tra i neonati. Una prima circolare aveva allertato le Regioni in piano di rientro, principalmente al Sud, affinché garantissero la somministrazione gratuita del farmaco, suscitando polemiche politiche su una possibile disparità regionale nell’accesso al trattamento.
Successivamente, il Ministero ha chiarito l’intenzione di garantire la distribuzione del Nirsevimab in tutte le Regioni senza costi per i pazienti, una decisione accolta positivamente dai medici e pediatri, che sollecitano l’avvio della profilassi già a novembre.
Il presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN), Luigi Orfeo, ha ricordato che lo scorso anno in Italia ci sono stati circa 15.000 ricoveri per bronchiolite da VRS, di cui 3.000 in terapia intensiva, con 16 decessi. Il nuovo farmaco, disponibile solo in Valle d’Aosta come progetto pilota lo scorso anno, potrebbe ridurre significativamente il numero di ricoveri e salvare vite, offrendo una protezione a lunga durata con una sola somministrazione per l’intero periodo epidemico.
Il Board del calendario per la vita, composto da varie società scientifiche, ha sottolineato l’importanza di agire rapidamente per garantire un’equità di offerta a tutti i bambini italiani.










