Taranto accende i riflettori sulla XX edizione dei Giochi del Mediterraneo e prova a trasformare il grande appuntamento sportivo in un simbolo di rinascita per l’intera città. Una cerimonia ricca di luci, musica e richiami alla storia ha accompagnato l’apertura ufficiale della manifestazione, dichiarata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella davanti al pubblico dello stadio Erasmo Iacovone.
L’arrivo del capo dello Stato è stato accolto da una lunga ovazione. In tribuna erano presenti anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, diversi ministri e rappresentanti istituzionali italiani e stranieri. Alla cerimonia hanno partecipato inoltre Capi di Stato e di Governo di diversi Paesi del
Mediterraneo, confermando il valore non soltanto sportivo, ma anche diplomatico e internazionale dell’evento.
Per Taranto i Giochi rappresentano soprattutto un’occasione di rilancio. La manifestazione arriva in una fase delicata per la città, segnata dal futuro dell’ex Ilva e dalle prospettive di sviluppo economico e sociale. La premier Meloni ha annunciato per settembre due tavoli di confronto, uno dedicato allo stabilimento siderurgico e l’altro al futuro complessivo del territorio.
Prima della cerimonia serale, Mattarella e Meloni avevano accolto al Castello Aragonese le delegazioni straniere arrivate nel capoluogo ionico.
Cuore dell’evento è stato il rinnovato stadio Iacovone, uno dei principali impianti interessati dagli interventi realizzati in vista dei Giochi. Circa 300 milioni di euro sono stati destinati complessivamente all’ammodernamento di 41 strutture sportive, con lavori portati avanti in tempi particolarmente serrati.
Lo spettacolo inaugurale, della durata di circa due ore e diretto dal regista Angelo Bonello, ha raccontato Taranto attraverso un viaggio tra passato e futuro. Protagonista simbolico un giovane che osserva la storia della città per trovare nella memoria le energie necessarie a costruire una nuova prospettiva.
Nel corso della serata ha sfilato anche la delegazione italiana, composta da 497 atleti e guidata dai portabandiera Irma Testa e Filippo Tortu. Al passaggio degli azzurri l’intero stadio si è alzato in piedi, compreso il presidente Mattarella.
Settanta performer hanno animato la cerimonia, che ha ripercorso idealmente la storia del territorio dall’Antica Grecia ai giorni nostri. Sul palco anche alcuni degli artisti più legati alla Puglia: Mietta, con un brano ispirato ai ritmi della taranta, Al Bano, che ha interpretato una versione speciale di “Nel Sole”, e Serena Brancale con un medley musicale.
L’inno nazionale è stato affidato a Simone Grande, tredicenne vincitore di “The Voice Kids”, accompagnato dall’Orchestra della Magna Grecia.
Il momento conclusivo dello spettacolo ha riportato al centro il messaggio dell’intera cerimonia. Il ballerino Christian Pace ha interpretato un atleta tarantino dell’antichità, vincitore dei Giochi e simbolo dei valori dello sport. Una figura chiamata a rappresentare una Taranto che vuole trovare nella propria storia la forza per cambiare e costruire un futuro diverso.
Con la cerimonia di apertura lascia ora spazio alle competizioni. Le prime medaglie sono attese già nelle prossime ore, con gli italiani impegnati, tra le altre discipline, nel ciclismo e nella scherma. La squadra azzurra punta a un’edizione da record.
Ma al di là dei risultati sportivi, la sfida più importante resta quella della città. I Giochi del Mediterraneo diventano così una grande vetrina internazionale e, soprattutto, l’occasione per dimostrare che Taranto può immaginare un futuro che non sia legato soltanto all’acciaio e alle ciminiere.










