Le nuove tecnologie offrono opportunità straordinarie, ma possono anche mettere in discussione la centralità dell’essere umano e ampliare le disuguaglianze sociali ed economiche. È il monito lanciato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel pieno del dibattito internazionale sui rischi legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Nel suo messaggio a papa Leone XIV, in occasione del compleanno del pontefice, Mattarella ha richiamato le riflessioni contenute nell’enciclica Magnifica Humanitas, sottolineando come l’innovazione tecnologica debba essere governata senza perdere di vista la dignità e i diritti della persona.

Sulla stessa linea la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ribadito la necessità di arrivare a regole globali condivise. Secondo la premier, l’intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni tecnologiche più profonde della storia e richiede una “bussola morale” fondata su un umanesimo tecnologico capace di mantenere l’uomo al centro.

Tra i principali rischi indicati da Meloni figurano l’impatto dell’IA sul mondo del lavoro, lo sviluppo di agenti autonomi e il problema dell’identità digitale, con particolare attenzione alla diffusione dei deepfake e dei contenuti artificiali difficili da distinguere da quelli reali.

L’Italia, ha ricordato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica Alessio Butti, ha scelto una linea che punta a coniugare sviluppo e tutela dei cittadini. Il Paese ha infatti affiancato all’AI Act europeo una normativa nazionale specifica, la legge 132 del 2025, basata su trasparenza, sicurezza e responsabilità umana.

Secondo Butti, la vera sovranità tecnologica consiste nella capacità di governare l’intelligenza artificiale senza subirne passivamente gli effetti, favorendo al tempo stesso la crescita delle imprese e il miglioramento dei servizi della pubblica amministrazione.

Il confronto sull’IA resta però anche politico. Dal Partito Democratico sono arrivate critiche alla strategia del Governo. L’eurodeputato Brando Benifei ha accusato l’esecutivo di non investire abbastanza in infrastrutture pubbliche, supercalcolo e startup innovative, contestando inoltre un’eccessiva vicinanza alle posizioni statunitensi più contrarie alla regolamentazione.

Il dibattito conferma così come l’intelligenza artificiale sia ormai diventata non solo una questione tecnologica, ma anche una delle principali sfide politiche, economiche ed etiche dei prossimi anni.