Rispettiamo il lavoro del governatore Rocca, e apprendiamo con soddisfazione il grosso successo ottenuto nella vicenda del Santa Lucia. Prende gli impegni, ci mette la faccia, è riuscito dove il suo predecessore aveva fallito. Raccontare la sanità, “comunicarla” non è semplice se si vuole mantenere in equilibrio, evitando le vie scivolose della politica di parte. Francesco Rocca ci prova, i suoi comunicatori distribuiscono decine di comunicati sulle attività del suo governo. Così fanno diversi dei “suoi” manager (che li abbia scelti o li abbia confermati). DG attivi sul territorio con iniziative spesso fortemente innovative. Il problema è comunicarle all’esterno efficacemente, entrare in sintonia con la platea dell’utenza. E non bastano certo le valanghe di facce sorridenti scaricate sui social a informare e convincere. Ci vuole altro. E questo non tutti la capiscono fino in fondo. Tagli di nastri, inaugurazioni? Mai che vengano messe in piazza le criticità, mai che i cittadini vengano coinvolti, ascoltati. Come ripetiamo spesso di diversi manager la gente non riconosce nemmeno la faccia. E
pensare che pubblicare ossessivamente le immagini dei team di chirurghi protagonisti di difficili interventi basti per offrire al pubblico elementi di valutazione è pura utopia. Una riflessione seria sulla comunicazione in sanità andrebbe fatta evitando enfasi e retoriche del tipo “mettiamo al centro il malato”. Ma ne riparleremo.
Questa settimana vogliamo evidenziare l’impegno e la profondità del lavoro di Francesco Amato (ASL ROMA 2), la capacità di “osare” di Rosaria Marino (Asl Roma 4) e di Sabrina Cenciarelli (Asl Latina) e lo spirito di iniziativa dj Giuseppe Quintavalle (Asl Roma 1) e Livio De Angelis (IFO). Poi ci sono, in” pole”, Cristina Matranga (Spallanzani), Narciso Mostarda (Ares 118), Angelo Aliquò (San Camillo). E, ancora, Francesca Milito (S.Andrea), Laura Figorilli (Asl Roma 3).










