ROMA – La riduzione della pressione fiscale sul ceto medio resta uno dei principali obiettivi indicati dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in vista della prossima legge di bilancio. Tra le ipotesi allo studio figurano la revisione dell’Irpef per i redditi medi, la trasformazione in misura strutturale dell’eliminazione del bollo auto e interventi fiscali a favore dei giovani e degli aumenti salariali. Giorgetti ha precisato che le diverse proposte dovranno ora essere ricondotte a una sintesi complessiva, dopo l’aggiornamento del quadro di finanza pubblica.
A condizionare le scelte del governo sono anche i dati definitivi dell’Istat: nel 2025 il rapporto tra deficit e Pil si è attestato al 3,1%, rispetto al 3,4% dell’anno precedente. Un dato che non consente all’Italia di anticipare l’uscita dalla procedura europea per deficit eccessivo.
Sul tavolo resta inoltre la possibilità di utilizzare le clausole europee previste per alcune spese, comprese quelle legate alla difesa e all’energia. Giorgetti ha ribadito la necessità di trovare un equilibrio tra sostegno alla crescita e tenuta dei conti pubblici, mentre all’interno della maggioranza emergono posizioni differenti sulle risorse da destinare alla manovra.
Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha chiesto una legge di bilancio orientata agli investimenti anche nell’eventualità in cui non si ricorra a uno scostamento di bilancio. Di diverso accento la posizione espressa dal responsabile economico di Fratelli d’Italia Marco Osnato, che ha richiamato alla compatibilità degli interventi con i vincoli di finanza pubblica e ha giudicato lo scostamento non preferibile nelle attuali condizioni.
Anche gli altri partiti della coalizione hanno iniziato a indicare le proprie priorità. Forza Italia ha ribadito la contrarietà alla sugar tax, mentre Noi Moderati ha proposto misure specifiche per favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
Sul fronte della crescita arrivano intanto indicazioni più favorevoli dall’Ocse. Nelle previsioni intermedie di settembre, l’organizzazione ha rivisto al rialzo la crescita italiana per il 2026 allo 0,9%, rispetto allo 0,5% indicato nel precedente Outlook di giugno, mantenendo invece allo 0,6% la stima per il 2027.
Resta però la preoccupazione del mondo produttivo per il costo dell’energia e per i limitati margini di bilancio. Il confronto sulla manovra entrerà quindi nel vivo nelle prossime settimane, quando il governo dovrà definire le priorità definitive e individuare le coperture necessarie per conciliare riduzione delle tasse, investimenti e rispetto dei vincoli europei.










