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L’Italia chiede all’Unione europea un maggiore impegno nella missione navale Aspides, impegnata nella protezione del traffico mercantile nel Mar Rosso. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inviato una lettera all’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas sollecitando il potenziamento dell’operazione attraverso l’invio di ulteriori navi militari da parte degli Stati membri. Roma sarebbe disponibile, se necessario, a mettere a disposizione anche una seconda fregata, chiedendo però una maggiore condivisione dei costi da parte dei partner europei.

Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo il quale Italia e Grecia stanno sostenendo una parte rilevante dell’impegno della missione. Per il governo italiano, qualora altri Stati non fossero in grado di contribuire direttamente con mezzi militari, dovrebbe essere valutato almeno un maggiore sostegno finanziario.

Aspides è stata istituita dall’Unione europea nel febbraio 2024 con carattere difensivo per salvaguardare la libertà di navigazione e proteggere le navi commerciali dalle minacce presenti nel Mar Rosso e nelle acque circostanti. Il mandato è stato prorogato fino al 28 febbraio 2027 e per i costi comuni dell’operazione è stato fissato un importo di riferimento di quasi 15 milioni di euro per il periodo compreso tra marzo 2026 e febbraio 2027.

Il comando dell’operazione ha sede a Larissa, in Grecia. Italia e Grecia hanno assicurato una presenza navale continuativa, mentre in periodi differenti hanno partecipato anche altri Paesi europei. Il Consiglio dell’Ue ha ribadito nei mesi scorsi la necessità di contributi costanti in termini di mezzi, comprese le unità navali.

Nelle ultime ore la fregata Carlo Bergamini della Marina Militare italiana, inserita nel dispositivo di Aspides, ha scortato il mercantile italiano Jolly Oro durante il passaggio verso nord attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb. L’operazione è stata indicata come una concreta attività di protezione della navigazione commerciale in un’area nuovamente caratterizzata da forti tensioni.

Anche Kaja Kallas ha sottolineato il peggioramento della situazione della sicurezza nella regione, annunciando l’innalzamento del livello di allerta delle unità impegnate in Aspides mentre proseguono le operazioni di scorta.

Sul rafforzamento della missione resta però aperto il nodo della ripartizione degli impegni tra gli Stati membri. Alcuni Paesi europei, in particolare quelli maggiormente concentrati sul sostegno all’Ucraina e sulla sicurezza del fianco orientale, hanno finora destinato altrove una parte significativa delle proprie risorse militari. Roma sostiene invece la necessità di condividere maggiormente anche gli oneri per la sicurezza del fianco sud e delle rotte commerciali del Mar Rosso.

La questione riguarda quindi non soltanto la disponibilità delle navi, ma anche i costi e la distribuzione delle risorse militari tra le diverse priorità dell’Unione. Un equilibrio che diventa ancora più delicato in una fase in cui la sicurezza delle rotte marittime rappresenta uno dei principali dossier strategici per l’Europa.