ROMA – Continua a essere marcato il divario tra uomini e donne negli importi delle nuove pensioni. Secondo l’Osservatorio Inps sui flussi di pensionamento, nel primo semestre del 2026 le pensioni liquidate alle donne hanno registrato un importo medio mensile di 1.048 euro, contro i 1.506 euro percepiti dagli uomini, con una differenza del 30,4%.

Il divario risulta in aumento rispetto al 2025, quando la distanza era pari al 26,2%. Mentre gli assegni medi degli uomini sono cresciuti di circa 90 euro nell’ultimo anno, quelli delle donne sono rimasti sostanzialmente invariati.

Alla base della differenza, evidenzia l’Inps, vi sono carriere lavorative mediamente più brevi per le donne, retribuzioni generalmente inferiori e, in molti casi, periodi senza contribuzione. Non a caso, numerose pensionate percepiscono esclusivamente il trattamento ai superstiti.

Analizzando le diverse tipologie di pensione, il divario è particolarmente evidente negli assegni di vecchiaia: le donne ricevono in media 1.006 euro al mese, contro i 1.491 euro degli uomini, con una differenza superiore al 32%.

La distanza si riduce invece per le pensioni anticipate, dove sono richiesti percorsi contributivi più lunghi: in questo caso l’importo medio è di 1.814 euro per le donne e di 2.211 euro per gli uomini, con un divario del 18% circa.

Anche nelle pensioni di invalidità permane una significativa disparità: gli uomini percepiscono mediamente 913 euro mensili, mentre le donne si fermano a 686 euro.

L’unica eccezione riguarda le pensioni ai superstiti, dove le donne rappresentano la netta maggioranza dei beneficiari e ricevono assegni medi più elevati rispetto agli uomini: 1.042 euro contro 651 euro. Un dato che riflette la maggiore incidenza della reversibilità tra le pensionate.